
Vado Ligure. Si svolgerà domani la giunta regionale dedicata al progetto di ampliamento della centrale Tirreno Power di Vado. Un passaggio cruciale in vista della conferenza dei servizi conclusiva fissata per mercoledì prossimo, 13 luglio, a Roma. L’esecutivo di via Fieschi è chiamato a pronunciarsi sulla proposta dell’azienda energetica.
Le due posizioni, quella della Regione e quella dell’azienda energetica, hanno in comune l’alimentazione a carbone e la costruzione di un gruppo completamente nuovo da 460 Mw. La delibera regionale prevede la demolizione dei due esistenti da 330 Mw e, solo in seguito, l’eventuale autorizzazione per un ulteriore gruppo da 660 Mw. Tirreno Power, invece, è pronta ad investire 1 miliardo e 200 milioni per la demolizione e ricostruzione dei due attuali gruppi in due tappe, in modo da poterne mantenere sempre uno in funzione durante i lavori, oltre alla costruzione della nuova unità da 460.
Una serie nutrita di associazioni e formazioni politiche hanno “diffidato” istituzioni e azienda per fermare la procedura di ampliamento, e i sindaci di Vado Ligure e di Quiliano mantengono le rispettive posizioni di contrarietà al progetto. “Non so se nella capitale si svolgerà una conferenza dei servizi che chiuderà questo iter – dichiara Alberto Ferrando, primo cittadino di Quiliano – La nostra posizione è sempre la stessa. Auspichiamo che la Regione nella delibera di domani non vada oltre quella posizione di mediazione assunta a marzo, ancorché non condivisa dal territorio. Almeno non si faccia un passo indietro”.
“E’ chiaro che non è semplice conciliare le esigenze di occupazione e quelle di tutela ambientale – prosegue Ferrando – La centrale negli anni ha fatto un percorso evolutivo, introducendo il ciclo combinato e l’ambientalizzazione, ma oggi un potenziamento secco di 460 Mw sarebbe un passo indietro. Insisteremo sulla Vis, la valutazione dell’impatto della salute, che non può essere fatta a posteriori: deve essere eseguita adesso. Vogliamo un quadro certo dell’impatto sulla salute dei cittadini. Un intero territorio ha assunto una posizione”.
Anche per Attilio Caviglia, sindaco vadese, la conferenza romana non metterà la parola fine all’iter progettuale. “Per noi non sarà un punto fermo – dice l’amministratore – Quanto a domani, dalla giunta regionale non ci aspettiamo nulla in particolare, se non il fatto che la Regione ribadisca quanto espresso nella scorsa delibera. Anzi, ci aspettiamo che venga incontro alle nostre richieste, che riflettono le voci del territorio”.
Due distinte richieste di convocazione dell’AIA, dai Comuni di Vado e Quiliano, perverranno al Ministero. “A questo punto abbiamo scelto scientemente di chiedere, in modo differito e separato, ma concordato, l’AIA – conclude Caviglia – Se non sarà convocata, provvederanno gli organi superiori”.