
Albenga. Ancora bordate che partono da Albenga all’indirizzo dell’amministrazione provinciale. Questa volta l’intervento è sul piano di dimensionamento scolastico, risultato indigesto alla giunta ingauna.
“Abbiamo appreso con amarezza la notizia relativa alla revisione del piano di dimensionamento scolastico prevista per il 2012 – dichiara il consigliere albenganese con delega all’istruzione Nicola J. Podio – Nonostante tutti gli sforzi e la disponibilità mostrata dagli istituti scolastici del territorio, infatti, non sono state prese in considerazione le esigenze delle nostre scuole e nessuna delle richieste del comprensorio albenganese è stata soddisfatta. L’amministrazione comunale non è mai stata contattata per eventuali spazi edilizi aggiuntivi e, nel caso specifico dell’Agrario, unico istituto di questo tipo dell’intera provincia di Savona, che ha richiesto di affiancare il professionale al tecnico, il discorso della carenza di spazi non sussiste, dal momento che la struttura dispone di tutte le condizioni edilizie e logistiche richieste, ma non ha trovato risposta positiva. Come si pensa di intraprendere la direzione per una scuola e un liceo migliori, se poi non si ascoltano le innovazioni e le proposte avanzate dai capi di istituto? Con questa miopia si vanificano le vere finalità della riforma Gelmini”.
“È stato detto, in questi giorni, che non si vuole penalizzare nessuno, ma l’impressione è che qualcuno sia stato meno favorito di altri – aggiunge il sindaco Rosy Guarnieri – Questo mi ferisce un po’, specialmente in considerazione della massima collaborazione che ho avuto da parte degli istituti scolastici nell’anno e mezzo da assessore provinciale. Quando ho presentato le dimissioni dalla Provincia per dedicarmi totalmente all’incarico di Sindaco della mia città, ho ricevuto rassicurazioni sul fatto che Albenga non avrebbe perso un assessore, ma che avrebbe potuto contare su ben otto rappresentanti, ovvero l’intera giunta provinciale, ma mi pare che oggi non sia così. Non vorremmo che alla politica regionale che si ferma ad Arenzano, si aggiungesse l’ipotesi inquietante di una politica provinciale che si ferma a Loano, ma sono certa che non sia così”.