
Borgio Verezzi. La prima nazionale di “Alice”, lo spettacolo che il regista Matteo Tarasco ha tratto dalle due celebri opere di Lewis Carrol “Alice nel paese delle meraviglie” e “Alice oltre lo specchio”, ha stregato gli spettatori del Festival di Borgio Verezzi.
Ieri sera la commedia ha aperto ufficialmente la 45esima edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Molto applauditi da un pubblico numeroso e attento i quattro interpreti: Romina Mondello, Salvatore Rancatore, Giulia Galiani e Odette Piscitelli.
“Alice – si legge nelle note di regia – è sorella di Amleto, il primo che ci spinge ad andare oltre, oltre lo specchio, il primo che alla richiesta di vestirsi in nero, in segno di lutto, dibatte sul sembrare e sull’essere. Ma anche una Alice che parla ai reclusi, ai perdenti per ricordarci di cogliere la grande ricchezza che può derivare dalla sconfitta o da chi è sconfitto e lasciato ai margini della società”.
Spettacolo esistenzialista, alla Sartre, è stato pensato da Tarasco in un underground che rimanda a un sottoscala ma anche, in senso metafisico, a ciò che ciascuno nasconde nel cuore. Insomma un building roman, un romanzo di formazione che parte dal presupposto che “crescere fa male”.
Il regista però non tradisce l’Alice di Carroll e soprattutto non ne dimentica il testo prezioso proprio per la sapienza dell’autore che sapeva usare il linguaggio teatrale come nessun altro dopo Shakespeare, fondendo gesto e parola in un tutt’uno. Bravissima Romina Mondello nei panni di una Alice eroina, e bravissimi Rancatore, Galiani e Piscitelli che sanno interpretare i diversi ruoli senza mai trasferire identità dall’uno all’altro. Lo spettacolo replica oggi e domani.