
Albenga. Quarantadue persone, 37 di origine magrebina e 4 italiani, in manette, sette ordinanze di custodia cautelare, oltre a 1,2 chilogrammi di eroina, mezzo chilo di cocaina, 28mila euro in contanti e quattro auto sequestrate. Sono questi i numeri dell’operazione “Donuts”, condotta dagli uomini in borghese del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Albenga, guidati dal Tenente Morelli, e coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Savona Giovanni Battista Ferro, che nel giro di 4 mesi ha, di fatto, smantellato la rete di spaccio di Albenga e della Piana. I militari sono infatti riusciti ad assicurare alla giustizia un numero elevatissimo di pusher che agivano nel territorio ingauno, mandando ko il traffico di stupefacente albenganese.
L’ultimo degli arresti (che si sono succeduti nei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno) stanotte, a Loano, dove le manette sono finite ai polsi di Noktar Labsite. L’uomo, il quarantaduesimo a finire nella “black list” dei carabinieri, è stato sorpreso nel budello mentre cedeva due dosi di droga: appena ha visto i militari ha tentato la fuga e gettato la droga sul terrazzino di una casa ma è stato bloccato.
Il giro di spaccio che è stato stroncato con l’operazione “Donuts” (dal nome con cui i pusher chiamavano lo stupefacente: al telefono i magrebini chiedevano al cliente quante frittelle gli occorressero) agiva sull’asse Milano-Albenga: la droga arrivava con dei corrieri dal capoluogo lombardo e poi veniva ceduta al dettaglio ai consumatori locali.
L’indagine, che ha spinto il gip competente a parlare di lieve confine tra concorso nel reato e vera e propria organizzazione a delinquere, è stata eseguita per mezzo di lunghi servizi pedinamenti e osservazione, intercettazioni telefoniche e filmati che hanno permesso agli “uomini ombra” del Nucleo Operativo di arrestare le 41 persone. L’inizio degli accertamenti investigativi risale allo scorso mese di febbraio, quando attraverso appostamenti, pedinamenti foto e filmati, i militari hanno individuato una coppia composta da un marocchino ed un’italiana (Yatta Mohamed ed Immordino Monika) dedita allo spaccio di cocaina tra Albenga e Borghetto. I due sono stati arrestati in flagranza con oltre sessanta grammi di cocaina. In breve tempo è iniziata una complessa attività investigativa che ha permesso non solo di identificare e trarre in arresto numerosi “pusher” nordafricani della piana, bensì di individuare i loro “fornitori”. Per l’esattezza erano 11, tutti marocchini e 5 dei quali residenti nel milanese.
Grazie all’attività dei Carabinieri, però, i “viaggi” di questi corrieri non sono andati a buon fine. Il 17 marzo, infatti, i carabinieri ingauni hanno arrestato tre marocchini (El Kettani Abdelaziz, Mziouira Jaouad e Morchid Mohamed) che, con l’ausilio di un italiano (Paolo Ferro) che faceva da “autista”, arrivavano dalla Lombardia con oltre due etti e mezzo di cocaina. Una minuziosa perquisizione permetteva di trovare la sostanza in un vano posto sotto il cruscotto dell’auto.
Il 3 ed il 13 aprile sono stati invece arrestati altri tre nordafricani (Kebouri Farouk, Karim Said e Moufallah Nabil) che trasportavano, uno dei quali in treno, un etto di cocaina. Il 12 ed il 17 maggio sono finiti in cella altri quattro stranieri: il primo (Daoui Hamadi) bloccato, appena sceso dal convoglio ferroviario, con un etto di eroina nascosto negli slip; gli altri (Sajid Abderrazzak, Zaid Youness ed El Azzouzi Abdelkrim) bloccati in auto, all’interno della quale avevano abilmente occultato (nel telaio) mezzo chilo di eroina.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Tenente Michele Morelli che ha coordinato l’operazione: “Siamo riusciti a ripulire la ‘piazza’ albenganese, arrestando praticamente tutti gli spacciatori che agivano sul territorio”. Una versione dei fatti che sembra essere confermata anche dagli stessi corrieri che in un’intercettazione telefonica avrebbero commentato: “Ne hanno arrestati tanti, qui i carabinieri non scherzano”.