
Savona. “La possibilità di derogare il contratto nazionale, sottoscritta da Fim e Uilm il 29 settembre del 2009, senza la minima consultazione dei lavoratori metalmeccanici è stato un grave errore, che ha poi aperto la strada agli accordi ricatto di Pomigliano e Mirafiori. Questi accordi si sostituiscono integralmente al contratto nazionale, costituendo un precedente gravissimo per l’Italia, anche perché subordinano la contrattazione collettiva a quella individuale che il lavoratore è obbligato a stipulare se vuole essere assunto”. A dirlo è Alberto Lazzari, segretario della Fiom Cgil di Savona.
“L’accordo interconfederale, siglato nei giorni scorsi da Cgil-Cisl-Uil, che è tra l’altro importante perché ribadisce la insostituibilità del contratto nazionale valorizzando il peso reale dei sindacati in base al numero degli iscritti e ai voti ricevuti dalle Rsu, prova a mettere una pezza su questo stato di cose, subordinando la possibilità di derogare il contratto nazionale all’accordo vincolante di tutti i sindacati, delle rappresentanze sindacali unitarie e al voto dei lavoratori interessati, affermando implicitamente la illegittimità degli accordi Fiat” prosegue Lazzari.
“A questo punto – aggiunge Lazzari – vorrei chiedere al segretario Fim, Sensoli: la sua organizzazione, che ha firmato Pomigliano e Mirafiori, senza la Confederazione e la Confindustria, è pronta chiedere a Fiat la riapertura del tavolo di trattativa per far rientrare Fiat nel contratto nazionale? E inoltre, la Fim è disponibile a sottoporre al voto dei lavoratori metalmeccanici il contratto nazionale che ha firmato nel 2009?”.
“L’accordo deve essere portato nelle assemblee e votato da tutti i lavoratori. Penso che sia da li che si deve partire se si vuole parlare seriamente di percorsi unitari nazionali” conclude Lazzari.