
Finale L. “Siamo stati gli unici, addirittura dal 2007, a denunciare la pericolosità e l’inadeguatezza del progetto Piaggio, e gli unici a chiedere, anche di fronte ad un eventuale spostamento della fabbrica, il mantenimento di un indirizzo industriale e produttivo per quell’area, immaginando ricerca e sviluppo per le energie rinnovabili, mercati con prodotti biologici e a km 0 ed un college per studenti universitari collegando gli studi al territorio”. Così in una nota il Pcl finalese interviene in merito al dibattito sulla riqualificazione delle aree sul fronte mare.
“Invece, proprio come in Val di Susa, centrodestra e centrosinistra si sono uniti dovunque nel difendere la speculazione di quei comitati d’affari che saccheggeranno il territorio cementificando il litorale con centinaia di seconde case. Il risultato per noi è indiscutibile: ricatto occupazionale degli operai Piaggio, politiche turistiche fallimentari della “seconda casa”, ritardi, sconvolgimenti urbanistici e di viabilità”.
“Ora, a fronte della crisi economica, molto è nuovamente in discussione, ma non per un ripensamento, o per autocritica, al contrario, solo per garantire, nonostante tutto, un congruo profitto ai privati. Come in Val di Susa siamo di fronte a progetti miliardari che vengono vomitati sul territorio e sui cittadini, mai coinvolti seriamente e in modo trasparente, sempre tenuti distanti da un qualsiasi strumento di consultazione democratica come ad esempio il referendum, e sempre ostaggi del profitto di pochi miliardari. Tutto avviene secondo un metodo omertoso, con la complicità politica di chi dovrebbe garantire invece il bene comune; inaccettabile. Offriamo fin d’ora, incondizionatamente, il nostro sostegno verso qualsiasi forma di opposizione che possa emergere con coraggio dalla coscienza del popolo finalese” conclude la nota.