
Savona. Due anni di mandato con la scure dei tagli ormai pronta ad affondare. Per Flavio Neirotti, confermato direttore generale dell’Asl 2 Savonese, l’attività manageriale si prospetta profondamente contabile. Lo annuncia l’assessore regionale alla salute Claudio Montaldo in un discorso che vale per tutti i direttori usciti dalle nomine di giunta. Montaldo, inoltre, non rinuncia ad una tirata d’orecchie ai sindaci polemisti che battagliano sulla strutturazione della rete ospedaliera savonese.
“Nel Savonese c’è ancora molto da fare, perché la fusione di due aziende ha mantenuto ancora molti doppioni: in qualche caso giustificati, in molti altri no – ha affermato oggi l’assessore regionale – Dunque bisogna lavorare per semplificare e soprattutto abbattere i costi che sono più alti di altre aziende sanitarie. Penso in particolare al campo della farmaceutica”.
“C’è poi la giusta scelta delle prospettiva, ossia prendere decisioni sull’assetto edilizio che nel Savonese è indispensabile. Senza ricorrere a sconvolgimenti o visioni localistiche, ma puntando alla riqualificazione del Santa Corona, ospedale di vecchio tipo, sapendo però che ad oggi non ci sono le risorse economiche nazionali per fare operazioni di questo tipo” ha aggiunto Montaldo, riferendosi alle dichiarazioni dei sindaci di Savona e Albenga.
Infastidito dalle diatribe savonesi sulla sanità, l’assessore ha specificato: “I sindaci non devono litigare. E’ la Regione che ha fatto la programmazione sanitaria. C’è un ospedale ad Albenga di elezione molto specialistico e c’è un dipartimento di emergenza a Santa Corona di II livello, altamente specializzato, e il San Paolo con grandi specializzazioni. Tutti rispondono alle rispettive aree di competenza. Invito i sindaci, gli operatori e i primari di mettersi in un’ottica di collaborazione. Altre strade sarebbero caratterizzate da miopia, in un mondo che sta radicalmente cambiando”.
“Ai nuovi direttori generali e a coloro che abbiamo confermato chiediamo di attuare i piani che la Regione Liguria sta mettendo in atto, in una situazione economica difficile, sviluppando un lavoro attento, azienda per azienda, per ridurre i costi che non sono servizi assistenziali. Una sfida per loro e per noi” ha detto Montaldo da un punto di vista più generale.
“I nuovi direttori dovranno occuparsi dei temi strutturali dell’organizzazione del sistema sanitario – ha dichiarato Montaldo – andando ad incidere prima di tutto sulle teste e non per caso partiremo con la riduzione di un centinaio di dirigenti di struttura sanitaria complessa, sulla base dei nuovi parametri elaborati recentemente dall’Agenzia nazionale sanitaria. I primari non saranno penalizzati e continueranno ad avere un loro ruolo, ma l’organizzazione va costruita in modo nuovo, adeguato sia dal punto di vista clinico che amministrativo”.
Montaldo ha anticipato che “si deve lavorare per riorganizzare il sistema dell’emergenza, 118 e guardia medica, che rappresenta il principale accesso che hanno i cittadini quando non possono farne a meno. Inoltre bisognerà lavorare sulla qualificazione dei pronto soccorso e sulla riorganizzazione e qualificazione dei dipartimenti di emergenza, in ragione del servizio che danno ai cittadini e cioè si devono prevedere le specialità che servono”. “Proveremo a non far pagare le tasse ai cittadini – ha continuato Montaldo – sarà molto complicato visto il taglio del fondo sanitario nazionale. Ne riparleremo alla fine dell’anno”.
Sull’indicazione dei nuovi direttori generali l’assessore alla salute ha ribadito che “si tratta di nomine di giunta, come previsto dalla legge, per le quali non doveva essere coinvolta l’opposizione o altri soggetti, se non si voleva dar vita ad un pessimo inciucio. La responsabilità di queste persone è della Giunta, i direttori devono rispondere a noi del lavoro che faranno, senza confusione nel rispetto dei propri ruoli”.