
Varazze. Fino a quando la salute glielo ha permesso è sempre stato in “prima linea”, in mezzo alla gente. Che gli ha voluto bene perché lo ha sempre sentito come un vero pastore. Anche a don Giuseppe Perucca, mancato questa notte nella residenza sanitaria del Santuario, è accaduto come a don Attilio Vezzoso: sono morti nel pieno esercizio delle loro funzioni da parroco. E ad un’età ragguardevole: per don Giuseppe gli anni erano 87.
I suoi funerali, presieduti dal vescovo, si svolgeranno domani, sabato 18 giugno, alle ore 15 nella parrocchia dei santi Nazario e Celso a Varazze. Dov’è stato fino all’ultimo. La sua vicenda umana inizia però dalla parte opposta della diocesi, Finalmarina, dove Giuseppe Perucca nacque il 14 gennaio 1924. La sua ordinazione sacerdotale risale al 20 dicembre 1947: quest’anno, quindi, avrebbe festeggiato i 64 anni di ministero. Nei primi dieci anni, da giovane prete, fu viceparroco a san Dalmazio in Lavagnola (facendo anche da rettore della chiesa di san Sebastiano in Marmorassi). Poi il “salto” di qualità, con la responsabilità di parroco, prima a Calvisio – dal 1958 al 1971 – poi a Legino, per vent’anni, fino al 1991. Gli ultimi vent’anni li ha spesi nella parrocchia dei santi Nazario e Celso di Varazze.
Di carattere riservato, don Giuseppe Perucca sapeva mostrare il suo valore umano nel servizio umile e disinteressato alle persone, nella carità (lo si ricorda, fra l’altro, anche volontario alla mensa della Caritas), nella cura dei vari aspetti della pastorale, nella vicinanza concreta alla gente, che gli ha voluto bene, cogliendo in lui i tratti del vero pastore. A Varazze è stata grande la festa per i suoi sessant’anni di sacerdozio: una festa che ha espresso, più che in altre circostanze, l’affetto che don Giuseppe ha saputo guadagnarsi nel suo ministero.