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Lettere

Isola Gallinara: prima di sfruttare…salvaguardare

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“Gentile Sindaco Guarnieri e Assessore all’Ambiente Briano, il problema non è oggi di quante persone possono usufruire delle bellezze dell’isola Gallinara , il problema vero a cui dovreste rispondere e dove dovreste impegnarVi è come arrivare in tempi brevi all’istituzione di una Area Marina Protetta nazionale (AMP).

Nelle acque nazionali sono state istituite ad oggi 28 AMP e un Santuario per la tutela dei mammiferi marini (Santuario dei Cetacei) e altre 17 sono di prossima istituzione (tra cui l’isola Gallinaria, per la quale è già stata fatta dalla Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente una proposta di zonazione a seguito degli studi condotti dall’ICRAM nel 2005). Le AMP caratterizzano gli scenari costieri italiani di maggior pregio e peculiarità per il nostro Paese.

Cosa significa istituire un’AMP? In primo luogo proteggere l’ambiente marino nel suo complesso e tutelare e valorizzare le risorse naturali, a partire dalle specie in pericolo, dagli ecosistemi
e gli habitat maggiormente vulnerabili, al paesaggio. Inoltre le AMP promuovono la diffusione e la conoscenza dell’ecologia, lo studio e la ricerca scientifica. Ovviamente tutte quelle attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche ambientali oggetto di protezione non sono consentite all’interno di una AMP, che solitamente presenta tre zone a diverso grado di tutela, che regolano lo svolgimento delle tradizionali attività legate al mare, prime fra tutte la pesca ed il turismo, secondo le diverse necessità di conservazione.

La zona A di riserva integrale (zona No Entry- No take) è generalmente interdetta a tutte le attività che possono arrecare danno o disturbo all’ambiente marino. E’ il cuore dell’AMP dove le misure di protezione sono le più alte. Solitamente in tali zone sono vietate la balneazione e la navigazione, anche a remi e a vela, mentre sono consentite le sole attività di ricerca scientifica. Per l’isola Gallinaria, così come è successo per l’AMP isola di Bergeggi, la zona A dovrebbe essere atipica (zona Entry- No take), prevedendo l’accesso alle attività turisti che devono essere autorizzate, contingentate e operate sotto la responsabilità degli operatori turistici. I limiti della Zona A sono segnati da boe luminose a mare e da pali luminosi a terra. Solitamente l?estensione di tale zona è circa il 3% dell’intera Normalmente al confine con la zona A si trova la zona B, di riserva generale, dove le regole previste sono tese a coniugare la conservazione dei valori ambientali con la fruizione compatibile dell’ambiente marino. Molte
sono le attività consentite, come la balneazione, le visite guidate anche subacquee.

A che punto è l’iter istitutivo dell’AMP isola Gallinaria? Nel 2005, a seguito di uno specifico incarico del Ministero dell’Ambiente, l’ICRAM, Ente di ricerca pubblico vigilato dallo stesso Ministero, ha condotto uno studio ambientale e socio-economico propedeutico all’istituzione dell’area marina protetta a cui ha partecipato Andrea Molinari, biologo marino residente a Borgio Verezzi. Gli elaborati delle attività di ricerca condotte per la Gallinaria furono allora consegnati al Ministero dell’Ambiente. A seguito del ricevimento degli elaborati predisposti dall’ICRAM il Ministero dell’Ambiente inviò personale dell’allora Segreteria Tecnica (del Ministero dell’Ambiente) ; a seguito di detto sopralluogo il Ministero inviò al Comune, e per conoscenza alla Regione (Uffici o Parchi), una proposta di zonazione. Tuttavia a questa proposta non è mai stata data risposta e quindi tutto si è fermato.

E’ qui gentile Assessore e Sindaco che bisogna intervenire sbloccando la situazione una volta per tutte. Prima di sfruttare …proteggere e salvaguardare!”.

Carlo Tonarelli
Noi con Claudio Burlando
Punto di svolta , circolo per l’ecologia emergente e la tutela dei beni comuni

Redazione
17 Giugno 2011 alle 8:36
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