Altare. Il taglio di circa una dozzina di platani, per fare spazio ad alcuni parcheggi, ad Altare scatena l’ira di un cittadino (che preferisce restare anonimo) che condanna duramente questa decisione. “Entrando nell’abitato di Altare, dalla parte lato autostrada, non si può non notare che sono stati tagliati numerosi platani del viale alberato in corrispondenza dell’ex mobilificio BI Arreda, lungo la ex SS 29, ora via Matteotti. Nel silenzio generale è iniziato lo smembramento di circa una dozzina di alberi. In piena fioritura primaverile (le loro chiome stavano tornando a splendere) su di loro si è abbattuto il cinismo delle motoseghe degli operai incaricati di effettuare la loro mattanza”.
“Ora dopo ora rami – scrive il lettore – enormi sono stati amputati, brandelli di platani sono venuti giù colpo su colpo, taglio su taglio! Piedi, mani, braccia, gambe, testa: tutto via, tutto smembrato. Resistono, per ora, solo i ceppi ma presto si tornerà nei prossimi giorni a finire il loro ‘lavoro’ per far posto ad un parcheggio davanti all’orribile capannone rosa ivi esistente. Non erano malati, avevano quasi un secolo e rappresentavano un pezzo di storia e di panorama del paese. Tutto ciò non è bastato. Una vergogna senza parole, uno scempio ambientale, perché, anche se di fascista memoria (anni ’30), erano sani e sono vitali per una città, agiscono come gli unici depuratori dell’aria e offrono serenità per la loro bellezza”.
“Il viale è stato così irrimediabilmente ‘castrato’ in spregio al più elementare buon senso e solo per liberare parcheggi. E pensare che insistono su una strada comunale (quindi di proprietà pubblica). Tra l’altro la zona è gravata dal vincolo paessaggistico ex legge Galasso e quindi non si potevano tagliare. La progressiva eliminazione delle piante contribuirà a rendere questo viale sempre più simile ad un deserto. Come è stato possibile tutto questo?” conclude il cittadino “arrabbiato” di Altare.