
Savona. Ha ottenuto gli arresti domiciliari, concessi dal gip Fiorenza Giorgi, e potrà lasciare il carcere di Sanremo dove era detenuto dal gennaio scorso. Si tratta di Vincenzo Marchio, 57 anni, nato a Cropani (Catanzaro) ma residente a Ceriale, un artigiano edile che era finito in manette perché, secondo gli investigatori, aveva allestito un traffico di cocaina. Insieme a lui, sempre nel gennaio scorso, in manette erano finiti anche gli albanesi Resmi Sinameta, 25 anni, clandestino e senza fissa dimora, e Leonard Hoxha, 24 anni, abitante a Tovo San Giacomo.
Secondo l’accusa i tre (tutti arrestati su ordinanza di custodia cautelare) riuscivano ad immettere sul mercato illecito oltre un etto di droga ogni mese. La “banda” era già finita in manette lo scorso giugno dopo essere stata sorpresa a scambiarsi quaranta grammi di polvere bianca a Vadino. Sinameta e Hoxha erano già agli arresti domiciliari in abitazioni di parenti a Pieve di Teco (Imperia) e Langhirano (Parma).
Dopo il blitz dell’estate 2010, gli uomini dell’Arma avevano passato al setaccio le attività dei tre spacciatori, scoprendo una fitta rete di clienti, distribuiti tra Albenga e Ceriale. A curare i rapporti coi tossicodipendenti, secondo l’accusa, era lo stesso Marchio, che raccoglieva telefonicamente le richieste. Il malvivente si accordava coi consumatori per incontrarsi in parcheggi in zone periferiche della Piana, tra cui alcuni piazzali isolati di Leca. Lo spacciatore cedeva la cocaina a un prezzo di cinquanta euro per ogni dose. Secondo gli investigatori, i due extracomunitari avrebbero venduto al complice circa trenta grammi di droga alla settimana.