
Dego. E’ stato processato per direttissima questa mattina, in tribunale a Savona, S.P., il 34enne di Dego finito in manette nella tarda serata di sabato con l’accusa di coltivazione di sostanze stupefacenti. Il giovane aveva infatti allestito in una stanza del suo appartamento una vera e propria serra per coltivare piante di marijuana. I carabinieri, quando hanno perquisito la sua abitazione, ne hanno trovate una decina: 7 di medie dimensioni e 3 più piccole. Intorno alle piante inoltre c’era tutto il necessario perché ci fossero le condizioni migliori per la coltivazione: luci, termometri ed anche un ventilatore.
L’arresto del trentenne ha preso le mosse da una richiesta di intervento arrivata al 112 da parte degli operatori del 118. Come ha spiegato stamane in aula il comandante della stazione dei carabinieri di Dego, i militari sono intervenuti perché un ragazzo, in evidente stato confusionale, dava in escandescenze e rifiutava di farsi aiutare dai medici. Una volta arrivati nell’appartamento i militari hanno constatato che S.P. aveva assunto dello stupefacente, presumibilmente metadone, e così hanno fatto scattare una perquisizione alla ricerca di altra droga. Così è stata scoperta la serra di marijuana ed i carabinieri non hanno potuto fare altro che arrestare il giovane che, prima di finire in caserma, è stato visitato e curato nel nosocomio cairese.
Questa mattina, davanti al giudice, l’imputato, assistito dall’avvocato Massimo Badella, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo legale, che ha specificato come la droga fosse coltivata per uso personale, ha poi chiesto i “termini a difesa” per poter studiare meglio le carte e valutare l’ipotesi di richiedere una perizia sullo stupefacente. Il giudice ha accolto la richiesta e ha rinviato il processo al prossimo 4 luglio. Nel frattempo il 34enne è tornato in libertà: per lui il pm non ha chiesto nessuna misura di custodia cautelare.