
Liguria. Il 2011 potrebbe ridare ossigeno alla floricoltura. Lo afferma l’Ismea (l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) che fornisce i dati relativi al settore proprio in occasione di Euroflora 2011, in programma da giovedì 21 aprile a domenica 1 maggio, una edizione da 7 mln di euro per un evento che, in 45 anni di storia, ha portato in Liguria ben 5 mln di visitatori.
Nel 2010 è segnalata una contrazione del valore della produzione di fiori e piante, più contenuta rispetto al 2009. I costi, il caro-greggio e la mancata proroga dell’esenzione dell’accisa per le coltivazioni sotto serra hanno scoraggiato gli investimenti. Al contrario ha ripreso a tirare la domanda estera che ha attivato esportazioni per 643 mln di euro (pari a 8,7 punti percentuali in più rispetto al 2009). Crescita a due cifre per le piante da interno (+18%), alberi e arbusti (+16,7%) e fiori recisi (+13,5%). In ripresa anche le importazioni, +11%. Si conferma comunque il saldo attivo del 2009 e il 2010 chiude con un surplus di 117 milioni di euro. Le famiglie italiane amano i fiori e la spesa è attestata a 2,17 milioni di euro. C’é stata una contrazione del 2% su base annua, e questo è riferibile alla crisi che ha colpito le tasche delle famiglie. Un andamento però meno negativo del 2009.
L’acquirente è ovviamente donna: molte sono le casalinghe e le pensionate. La rosa è il fiore più acquistato e guadagna consensi il crisantemo non legato alle feste tradizionali. Meno richiesti i bouquet di fiori e le orchidee, giù anche garofani e gerbere mentre lilium, tulipani e fresie rimangono stabili. La calla e l’anthurium piacciono invece sempre di più. Tra le piante fiorite vince il ciclamino mentre i gerani sono in calo. Piante grasse e piante aromatiche piacciono molto ai consumatori italiani e stranieri.