
Loano. Sì ad una lista civica ma nessuno può chiedere al Pd di essere invisibile. Lo dice a chiare lettere Nino Miceli, capogruppo in consiglio regionale del partito di centrosinistra, analizzando il quadro politico della “sua” Loano dove si sta a poco a poco costituendo una corazzata anti-Vaccarezza che si prepara ad espugnare una delle roccaforti del centrodestra.
“Nessuno può chiedere al Pd di partecipare ad una lista con la condizione che questa non veda tra le sue fila iscritti al partito – sostiene Miceli – Nessuno può chiederci di portare voti ma poi di stare alla finestra a guardare: non mi pare ragionevole nè corretto. Noi diciamo sì ad una lista sul modello pietrese dove i partiti non scompaiano ma si fondano con le altre realtà che vi partecipano. Non accetteremo di essere invisibili. Il nostro è un partito capace di assicurare, a Loano, 800-900 voti e questo penso che non possa non avere un peso”.
“Il tentativo, al momento, è quello di mettere insieme Pd, ‘E’ Loano’, Udc, Italia dei Valori e, forse, anche Futuro e Libertà – prosegue Miceli – ‘Masgè’ ha tentato per due mesi di mettersi d’accordo con il centrodestra per cui non so quanto si possa arrivare ad un accordo. Comunque è bene che sia chiaro che siederanno con tutti noi ad un tavolo dove cercheremo soluzioni condivise: non è che il movimento capitanato da Gotti farà il buono o cattivo tempo. Per quanto riguarda la candidatura di Filippo Maffeo è da valutare. Non nascondiamo di sostenere piuttosto l’ex assessore provinciale Pier Luigi Pesce”.
Alcuni “rumors”, però, avevano lasciato intendere che un papabile candidato sindaco targato Pd potesse essere proprio Miceli: “E’ un’ipotesi valutabile solo nel caso non si arrivasse alla costituzione di una lista civica ma si dovesse correre solo come Pd”, taglia corto il diretto interessato.