
Savona. E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio scorso, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali
La direttiva entrerà in vigore il prossimo 15 marzo e il testo fissa come termine di recepimento il 16 marzo 2013. In sintesi, le nuove disposizioni della direttiva comunitaria prevedono che gli enti pubblici devono pagare entro 30 giorni (o – solo in circostanze del tutto eccezionali – entro 60 giorni) i beni ed i servizi che hanno acquistato dalle imprese. Le imprese devono regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non abbiano espressamente concordato altrimenti e ciò non costituisca una condizione manifestamente iniqua. Le imprese hanno il diritto di esigere il pagamento degli interessi di mora e di ottenere altresì un importo fisso minimo di 40 euroa titolo d’indennizzo dei costi di recupero del credito. Esse potranno comunque esigere anche il rimborso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine.
Il tasso di legge applicabile agli interessi di mora viene aumentato e portato ad almeno 8 punti percentuali al disopra di quello di riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito agli enti pubblici fissare tassi inferiori per gli interessi di mora.
“Per le imprese diventa più facile contestare in tribunale termini e pratiche manifestamente inique. Viene garantita una maggiore trasparenza: gli Stati membri saranno infatti tenuti a pubblicare i tassi applicabili agli interessi di mora, rendendoli così più accessibili per le imprese. Gli Stati membri vengono incoraggiati a redigere codici di pagamento rapido ed hanno la facoltà di mantenere o adottare leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a quelle stabilite dalla direttiva. Ora non ci sono più scuse per i ritardi: occorre che il Governo Italiano si affretti a recepire tale normativa rendendo giustizia al bisogno delle imprese italiane di veder saldati i loro crediti con tempi di pagamento che siano nella media europea e non in quella vergognosamente alta del nostro Paese” scrive Gianni Carbone, segretario provinciale Cna Savona.