
Bergeggi. “Sarà un’estate di fuoco e non stiamo parlando di condizioni meteorologiche”. Parole dure quelle di Riccardo Borgo, presidente del SIB, Sindacato Italiano Balneari. “I balneari minacciano la serrata con la chiusura dei servizi di spiaggia – spiega Borgo – se in tempi brevi non sarà studiata una soluzione ai gravi problemi che affliggono la categoria, primo fra tutti la messa all’asta delle concessioni demaniali turistico-ricreative alla quale dal primo gennaio 2016 saranno sottoposte tutte le oltre 30.000 imprese balneari italiane”.
“La nostra categoria chiede e pretende dal governo maggiore considerazione e una attenta difesa nei percorsi comunitari che potrebbero insidiare e penalizzare l’intera economia del Paese oltre che le imprese turistiche. Tra i 27 Paesi comunitari, poi, in 4 è adottato il sistema del demanio marittimo turistico, ma soltanto l’Italia lo ha considerato in maniera estesa con un sistema di ricettività qualificata, negli altri 23 Paesi sono in vigore regole diverse e non confrontabili con la nostra. Questa realtà, oggi, non può e non deve essere più disattesa e sottaciuta dal governo e dai nostri parlamentari” osserva Borgo.
“Il rischio serio – aggiunge – è che organizzazioni ad indirizzo solamente speculativo e soprattutto associazioni malavitose, con grandi capitali di dubbia provenienza, possano prevalere sugli attuali concessionari che da decenni qualificano e valorizzano i litorali contribuendo in modo significativo al successo del ‘modello italiano’ di vacanza al mare”.
Il presidente del SIB, sindacato aderente a Fipe, Confcommercio e Confturismo, rincara il grido d’allarme: “Non si comprende perché, diversamente dalla nostra categoria, altri concessionari pubblici come i benzinai, i tabaccai, gli ambulanti, le edicole, le emittenti radio-televisive, ecc. hanno ottenuto una deroga alla Direttiva Bolkestein e pertanto vengono preservati nel loro diritto d’insistenza salvaguardando le imprese ed i loro investimenti”.
“Riteniamo prioritario ed urgente che vengano approvati dal Parlamento i provvedimenti necessari ad ottenere l’archiviazione della procedura d’infrazione relativa alle concessioni demaniali ad uso turistico-ricreativo avviata nei confronti dello Stato italiano dalla Comunità Europea. Siamo, però, estremamente delusi perché nel decreto Milleproroghe, approvato dal Senato ed ora al vaglio della Camera, non è stato inserito nessun provvedimento in tal senso” dice Riccardo Borgo, poi: “Il protocollo di intesa sui canoni demaniali, poi, firmato nel novembre 2008 tra il ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla, il coordinamento delle Regioni e le Associazioni di categoria non è mai stato ratificato, nonostante garantisca un aumento del gettito erariale”.
“Altro fatto inaudito – sottolinea Borgo – è che il governo italiano ha recentemente definito un ‘Codice sul Turismo’ che ignora completamente il nostro settore e omette qualsiasi riferimento alle imprese balneari. Vogliamo e pretendiamo, invece, di essere ricompresi tra le professioni così come molte altre categorie sono state richiamate una per una nell’articolato del decreto legislativo in corso di approvazione”.
Il sindacato, insomma, sollecita l’attenzione del governo sulla necessità di risolvere al più presto non solo la questione della durata e della conferma delle concessioni vigenti, ma anche tutti i problemi che nel complesso coinvolgono la categoria come quelli relativi ai canoni pertinenziali, alla chiarezza sulla tipologia delle opere di facile o difficile rimozione e via dicendo. Il SIB inoltre ha inviato una lettera al ministro Brambilla esortandola affinché, nel corso del proprio intervento alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo, possa rendere noto il proprio impegno e quello dell’esecutivo assicurando risposte esaurienti alle problematiche del settore.
“Quindi clima rovente ed acque tempestose caratterizzeranno l’estate 2011 – conclude Borgo – Diciamo no alle aste! Con la determinazione che, se non avremo una risposta esauriente ed esaustiva da parte del governo, siamo pronti ad un confronto che manterrà incandescente l’estate anche nel 2012, 2013, 2014 e 2015. In soli cinque anni si rischia di distruggere ciò che è stato costruito con fatica in oltre due secoli. Si mette a repentaglio, cioè, la storia e il futuro del turismo balneare italiano”.