
Vado Ligure. Nessuno ci vuole perdere ma alla fine, nella “battaglia sottotraccia” tra i porti liguri, a risultare svantaggiato sarà lo scalo di La Spezia, che ha già visto sfumare fondi per 20 milioni di euro. Ora il gioco è tra le Authority che “hanno le carte in regola” per attingere al cosiddetto tesoretto dei porti, ossia ai finanziamenti assegnati e mai spesi negli ultimi cinque anni.
L’emendamento del pidiellino Cosimo Latronico è stato dichiarato inammissibile, ma sarà a breve riformulato e ripresentato. Il provvedimento intende prorogare i termini per l’impiego di questi fondi non ancora spesi dalle autorità portuali, ovvero 250 milioni di euro complessivi. Genova e Vado Ligure sono della partita. Nessuna scalfittura per il progetto della piattaforma Maersk, per il ribaltamento Fincantieri a Sestri Ponente e per il transhipment di Gioia Tauro.