
Regione. La provincia di Savona incassa un doppio “no” da parte della Regione Liguria che ha espresso parere di inammissibilità alla procedura di Via (Valutazione Impatto Ambientale) in merito alla realizzazione del nuovo progetto del porticciolo turistico della Margonara e ha respinto anche la proposta progettuale del nuovo approdo turistico di Albenga.
“Il progetto dell’amministrazione comunale di Albenga apprezzabile per il buon rapporto con la città e per il fatto che non prevedeva nuove seconde case – dopo essere stata sottoposta a procedura di Vas (Valutazione Ambientale Strategica), è risultata ambientalmente non compatibile perché anch’essa in contrasto con le misure di salvaguardia delle coste e degli abitati costieri” scrive il Presidente Claudio Burlando.
Stessa sorte per la soluzione progettuale del “Porto turistico della Margonara” presentata dall’Autorità portuale di Savona perché anche questa incompatibile con la tutela e la qualità ambientale del tratto di costa interessato.
“La giunta ha deciso di fermarsi a riflettere sulla densità territoriale delle strutture destinate alla nautica da diporto in Liguria che, soprattutto nel ponente, sono arrivate a raggiungere un rapporto 1:1 fra porti e amministrazioni. Il risultato di questa riflessione sarà poi sottoposto al Consiglio.Nel 1997, quando fu approvato il decreto che diede impulso alla realizzazione di una maggiore offerta di posti barca, l’Italia era molto carente rispetto a concorrenti come la Francia, nonostante l’enorme sviluppo delle proprie coste. La Liguria non faceva eccezione. L’offerta di posti barca nella nostra regione allora era di circa 14 mila. Il piano decennale della costa che fu varato in quel momento prevedeva un aumento di 10 mila posti barca. Nel 2007 si è arrivati alla cifra di circa 24.500 posti, in cui sono contati anche i posti in via di realizzazione nei progetti approvati e in corso” prosegue Burlando.
“Con la legge regionale 20 del 4 agosto 2006 (articolo 41, comma 1) è stata introdotta la previsione del piano di tutela dell’ambiente marino e costiero quale strumento idoneo a garantire un miglioramento della qualità ambientale della fascia costiera e la programmazione e gestione sostenibile delle risorse ambientali ivi presenti. Molte ipotesi progettuali oggi si pongono in contrasto con i principi fondanti di questo piano, perché non costituiscono opere tese alla salvaguardia del litorale e delle sue risorse bensì comportano la perdita irreversibile di una risorsa non solo ambientale ma anche economica. E questo nonostante la connotazione di questi progetti sia positiva da un punto di vista urbanistico. Dobbiamo affrontare il tema nel suo complesso perché solo riflettere su questa complessità ci potrà far fare la scelta più giusta per noi e per le future generazioni” conclude Burlando.