
Albenga. L’assessore albenganese Eraldo Ciangherotti tira le somme sugli arresti effettuati sulla base della Bossi-Fini e lancia una provocazione a Savona. “Si resta perplessi a guardare i bilanci di fine anno sull’attività della polizia municipale in due cittadine differenti, come Albenga e Savona – osserva Ciangherotti – La prima con 24.249 abitanti amministrata, oramai da 9 mesi, da Lega e Pdl con 42 agenti nella polizia municipale, mentre la seconda, roccaforte rossa, con 62.494 abitanti e 84 agenti nella polizia municipale. Nel 2010, in ambito della sicurezza urbana e antidegrado, sono state rilevate 471 verbali effettuati ad Albenga, tra omesse cessioni di fabbricato, abusivismo commerciale, ordinanze antiprostituzione e contestazioni di ubriachezza manifesta, mentre a Savona soltanto 131 violazioni di ordinanze comunali, con 5 sequestri di merce bivacchi e 18 discariche. Tutte cose che nulla hanno a che fare con il codice della strada. A Savona non c’è forse immigrazione clandestina? A Savona gli extracomunitari sono tutti regolari? Chissà cosa ne pensa al riguardo il Sindaco savonese Federico Berruti”.
Prosegue Ciangherotti: “Andando avanti ad analizzare l’attività di contrasto all’immigrazione clandestina, nel 2010 a Savona sono stati effettuati dalla polizia municipale solo 4 arresti per immigrazione clandestina, contro i 26 arresti effettuati ad Albenga dagli agenti del comando dei vigili. Inoltre, se a Savona solo 13 persone foto segnalate, lo scorso anno, invece, ad Albenga sono stati identificati e quindi foto segnalati 403 soggetti, con l’avvio delle procedure di espulsione per oltre una trentina di questi soggetti, con l’arresto di 19 individui e con l’accompagnamento in CIE per tredici soggetti allontanati definitivamente dal territorio albenganese”.
“Dire che Albenga, rispetto a Savona, sia meta più ambita per microcrimine e clandestinità, dove gli immigrati approdano con maggiore interesse, è una giustificazione che non regge – conclude l’assessore ingauno – Ad oggi resta solo un dato di fatto. L’impegno di una saggia Amministrazione comunale sulla sicurezza, se coniugato con una conoscenza approfondita del territorio e con la capillare presenza della polizia sulle strade, più che alla sede del Comando della Municipale, è un metodo che da i suoi frutti”.