
Savona. “Un atto di censura contro la libertà individiduale molto grave” . Così definisce Francesco Zanardi l’ordinanza emessa dal sindaco di Savona Federico Berruti che ha bloccato l’affissione dei manifesti denuncia che a partire da questa mattina erano stati affissi in molte zone della città.
“Questo episodio – prosegue Zaanrdi – dimostra ancora una volta come la mia battaglia dia fastidio a molte persone e adesso stia diventando anche un fatto politico. Peccato che in questo modo mi stanno facendo ancora più pubblicità e della mia vicenda si continua a parlare. Sono amareggiato anche per la revoca della Sala Rossa in cui sabato avrei dovuto tenere un incontro aperto alla cittadinanza per far ascoltare i file audio in cui numerosi sacerdoti savonesi confessano le loro colpe”.
“Il manifesto non offendeva di certo la dignità di nessuno. L’obiettivo era quello di costringere la Curia ad ammettere tutta una serie di situazioni che per anni hanno interessato ambienti giovanili, in cui centinaia di adolescenti hanno subito abusi sessuali da parte di sacerdoti che, pur se condannati in via definitiva, non hanno scontato un solo giorno di galera, dopo aver seminato sofferenza fra ragazzi a loro affidati”. Ha concluso Zanardi.