
India. Da martedì a mercoledì e da mercoledì a sabato: slittano di continuo, a Varanasi, le udienze nell’ambito del processo per omicidio a carico dell’albenganese Tomaso Bruno e della giovane torinese Elisabetta Boncompagni, accusati di aver ucciso, nel corso di un viaggio in India, il loro amico Francesco Montis.
Ieri, il padre di Tomaso ha scritto una lettera agli avvocati del figlio, chiedendo spiegazioni sul perchè l’ordinanza della Corte Suprema che vieta il rinvio dei dibattimenti non venga rispettata e per avere rassicurazioni circa la possibilità di veder sfilare tutti i testimoni della difesa entro il 27 gennaio, termine entro il quale il processo dovrebbe concludersi. La paura è che questo continuo “slittare” delle udienze conduca il processo a fine gennaio senza che la difesa abbia avuto la possibilità di mostrare le sue prove e ascoltare i suoi teste.
“Gli avvocati mi hanno però assicurato che si prenderanno tutto il tempo necessario per espletare il diritto alla difesa, il che potrebbe significare anche che il processo si protragga più a lungo – dice Luigi Euro Bruno -.Oggi il teste che avrebbe dovuto deporre era ancora ammalato per cui il tutto è rimandato a sabato. Onde evitare nuove sorprese, il giudice ha comunque convocato per sabato anche altri testimoni, in particolare i poliziotti che han fatto i rilievi nell’albergo dove mio figlio alloggiava insieme ai suoi amici”.