
Quiliano. Il Pd di Quiliano, a seguito delle dichiarazioni di Nicola Isetta, coordinatore provinciale di Sinistra Ecologie e Libertà (Sel), che sottolineava il proprio “no” all’ampliamento della centrale Tirreno Power e l’importanza di concepire un programma di sviluppo complessivo tra i Comuni di Bergeggi, Quiliano e Vado Ligure, fa una serie di valutazioni per chiarire la propria posizione.
“Abbiamo appreso con piacere che anche SEL condivide la nostra contrarietà all’ampliamento della Centrale Termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure -si legge in una nota del Pd – in quanto fino ad oggi non eravamo a conoscenza di posizioni ufficiali di SEL su questo argomento. Il programma di sviluppo complessivo a cui fa riferimento Isetta, programma che sarebbe sicuramente auspicabile venisse realizzato, riguarda i territori di tre Comuni, Bergeggi, Quiliano e Vado Ligure, le cui amministrazioni operano scelte autonome nell’interesse dei rispettivi territori, come lo stesso Isetta dovrebbe ben conoscere anche se su alcuni temi, come l’ampliamento della centrale Tirreno Power, le posizioni degli enti locali ed in particolare dei Comuni di Quiliano e Vado Ligure, interessati territorialmente dall’insediamento, sono condivise e portate avanti in maniera unitaria”.
“Ci sorprende alquanto oggi venire a sapere che Isetta aveva dei progetti di sviluppo per quei territori e di conseguenza ci sorge spontanea una domanda: per quale motivo non li ha manifestati e sviluppati durante il suo mandato decennale di sindaco? Riteniamo inoltre strumentale che venga accomunato, sotto il profilo dell’impatto ambientale, l’insediamento Nordiconad al progetto di ampliamento della Centrale Tirreno Power. Vorremmo ricordare che l’insediamento Nordiconad è un’opportunità di sviluppo per il territorio di Quiliano che l’attuale amministrazione del Sindaco Ferrando ha saputo cogliere in modo puntale. Siamo altresì consapevoli che su quelle aree sarebbe stato auspicabile ottenere piccoli insediamenti artigianali o di sviluppo di nuove tecnologie a basso impatto ambientale e ad alta occupazione; ma la realtà purtroppo è che non c’è stata alcuna istanza in tal senso, e quindi le aree ex I.P. sarebbero rimaste ad oggi ancora inutilizzate. L’insediamento Nordiconad comunque garantisce lavoro stabile complessivamente a circa 200 persone di cui una parte rilevante di nuova occupazione, che in una fase di grave crisi economico-occupazionale come quella attuale, riteniamo rappresentino un contributo da non sottovalutare”.