
India. Questa volta si sono dimenticati di convocare il testimone che avrebbe dovuto varcare la porta del Tribunale di Varanasi per fornire la propria versione dei fatti, dunque l’udienza è saltata. Sembra una barzelletta, ma è andata proprio così.
E’ un procedere altalenante quello che caratterizza il processo indiano contro Tomaso Bruno e Elisabetta Boncompagni. Le udienze vengono finalmente convocate con una certa regolarità, ma il fatto che si tengano regolarmente è un obiettivo ancora da raggiungere. “Non ho molte parole per commentare – dice Luigi Euro Bruno, papà del ragazzo ingauno detenuto nel carcere di Varanasi dal febbraio scorso -. Voglio pensare però positivo e il fatto che i dibattimenti si susseguano anche ogni 24 ore ci fa ben sperare per una conclusione del processo entro il gennaio 2011, così come indicato dalla Corte Suprema Indiana”.
Oggi, sarebbe dovuto salire sul banco dei testimoni il tassista che ha trasportato Francesco Montis agonizzante dall’hotel “Buddha” all’ospedale. L’uomo, però, che non vive a Varanasi, non è stato avvisato. Ora, i prossimi appuntamenti in aula sono per giovedì (domani in India è festa religiosa) e per martedì prossimo (venerdì e sabato il giudice sarà impegnato in un corso di aggiornamento). “I nostri avvocati – conclude Bruno – sono comunque molto soddisfatti dell’andamento del processo”.