
Altro che vu cumprà, clandestini o bassa manovalanza. Da uno studio della Cna sul tema “Immigrati e imprenditoria” contenuto nel Dossier Immigrazione di Caritas Migrantes, risulta che sono sempre più numerosi, nel nostro Paese, gli imprenditori che parlano un’altra lingua e hanno un’altra nazionalità. “Manager” con business che non conoscono crisi, che risiedono soprattutto al Nord e che per il 18% sono donne.
Guardando i dati, si parla di 213.300 persone, pari al 3,5% dell’imprenditoria nazionale, percentuale che raddoppia e sale al 7,2% restringendo il campo alle sole imprese artigiane, cuore del made in Italy. Ma se si considerano anche le altre figure societarie di queste imprese, il numero di persone che ruota intorno all’imprenditoria che parla idioma straniero sale di 177mila, a quasi 390.000 persone. Si tratta quasi esclusivamente di ditte individuali, per il 50,2% artigiane, dove la presenza femminile è tutt’altro che irrilevante: le aziende con titolare donna sono infatti più di 18 su 100 (18,3%), e le straniere mostrano partecipazioni decisamente altre tra i soci (36,1%) e nella media di tutte le figure societarie (21,6%). Rispetto ai primi cinque mesi del 2009, dice la Cna, i titolari di impresa stranieri sono cresciuti di 25.800 unità: un avanzamento che non conosce crisi. Nei primi cinque mesi del 2010, nonostante il permanere del forte stato di difficoltà per il sistema produttivo, le imprese gestite da immigrati sono cresciute infatti del 13,8%, rispetto allo stesso periodo del 2009, una variazione che migliora di tre decimi di punto quella precedente.
E’ il Marocco – indica ancora lo studio Cna – con oltre 35.000 imprenditori (16,6% del totale) a guidare la classifica dei paesi di provenienza, segue la Romania (32.452 titolari d’azienda, 15,2%). La Cina, sorpresa, è solo al terzo posto, con quasi 31.000 imprenditori (14,5%), e l’Albania (22,611 pari al 10,6%) al quarto. Limitatamente a questi paesi (che coprono una fetta del 57% del totale dei titolari d’impresa stranieri in Italia); nell’ultimo anno si rileva una crescita superiore o prossima a quella della media complessiva, ed è la Cina a crescere di più: +21,5%, rispetto a +15,1% Marocco, +15,5% Romania, +12,0% dell’Albania. E’ nell’Italia del Centro-Nord che risiede l’87,7% delle imprese i cui titolari hanno cittadinanza estera (nel Nord Ovest il 36,9%; nel Nord Est il 24,7%, nel Centro il 26,0%).