
Albenga. Al termine di un’articolata indagine nel settore della spesa pubblica, i finanzieri della Compagnia di Albenga hanno denunciato 5 persone, ritenute responsabili dei reati di truffa ai danni dello Stato e dell’Unione Europea, falsità in atti e frode fiscale, per aver indebitamente ottenuto finanziamenti regionali e comunitari rientranti nel Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, riservati all’agricoltura.
Le sovvenzioni, pari a mezzo milione di Euro, sono state illecitamente percepite da un’azienda agricola dell’albenganese, che aveva falsamente attestato di esercitare la propria attività su alcuni terreni che da tempo aveva invece dismesso concedendoli in uso ad un’impresa commerciale.
La Guardia di Finanza ha infatti constatato che su quei terreni, dichiaratamente destinati all’esclusiva coltivazione di fiori e piante aromatiche esisteva invece un’impresa che provvedeva, con metodologie prettamente industriali, solo al confezionamento ed all’imballaggio di prodotti ortofloricoli coltivati altrove e conferiti da altri agricoltori.
In sostanza, l’azienda agricola aveva beneficiato indebitamente dei finanziamenti pubblici, simulando una produzione agroflorovivaistica che in effetti non svolgeva, poiché da tempo non aveva neppure la disponibilità dei terreni per l’esercizio dell’agricoltura.
É stato inoltre rilevato che i destinatari delle erogazioni pubbliche avevano illegittimamente modificato la destinazione d’uso delle preesistenti serre ed avevano fraudolentemente destinato a scopi diversi circa 90.000 litri di gasolio per esclusivo uso agricolo, acquistato ad aliquota d’imposta agevolata.
I responsabili sono stati pertanto denunciati alla Procura della Repubblica di Savona anche per abusivismo edilizio, frode in materia di accise sugli idrocarburi, oltre ad aver utilizzato fatture false per circa 500 mila Euro e per non aver dichiarato 600 mila Euro di base imponibile, quantificata dai finanzieri nel corso della contestuale attività ispettiva condotta ai fini fiscali. Il G.I.P. del Tribunale di Savona, accogliendo la proposta della Procura, ha inoltre disposto il sequestro di beni immobili nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.