
Regione. “Chiediamo con urgenza al Governo la convocazione del tavolo ministeriale in quanto l’esecutivo deve essere coerente con quanto dichiarato a suo tempo e cioè di rendere Ferrania un polo di eccellenza nel campo del fotovoltaico. E’ inaccettabile infatti che siano i lavoratori a pagare per i ritardi complessivi nell’applicazione dell’accordo di programma e del piano di reindustrializzazione”.
Lo ha dichiarato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli al termine del vertice di questo pomeriggio in Regione sulla Ferrania a cui hanno preso anche l’assessore regionale al lavoro, Enrico Vesco, i vertici dell’azienda, le organizzazioni sindacali, il presidente della Provincia di Savona e i rappresentanti dei Comuni interessati per fare il punto sugli accordi sottoscritti in merito al rilancio industriale di Ferrania e sul futuro dei lavoratori.
“L’incontro – ha sottolineato Guccinelli – ha mantenuto la lontananza delle posizioni di partenza perché l’azienda insiste sulla mobilità e come Regione riteniamo che sia sbagliato perché non si può chiedere ai lavoratori di pagare per colpe non loro”.
“Il piano industriale – ha continuato Guccinelli – prevedeva in una prima fase di dare lavoro a 280 persone e oggi è solo parzialmente attuato. L’azienda non può dire ai lavoratori non ce l’abbiamo fatta andate a casa”. “A questo punto – conclude l’assessore – il Governo deve essere coerente con quanto dichiarato sulla realizzazione di un polo d’eccellenza nel campo fotovoltaico e l’azienda deve soprassedere alla sua decisione di ricorrere alla mobilità per i lavoratori”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il segretario provinciale della Filctem Cgil, Fulvio Berruti: “L’azienda ha passato il segno dimostrando di aver preso in giro i lavoratori. Non capiamo il loro atteggiamento quando da parte di tutti, sindacati, Regione, Provincia e Comune di Cairo c’è la volontà comune di andare a batter cassa al Ministero, con l’obiettivo di far rispettare gli accordi sul rilancio industriale di Ferrania e della Val Bormida”.
“Perchè parlare di trattative in corso con altri partner, perchè far credere altri progetti industriali quando ad oggi il solo piano di impresa è quello di Ferrania Solis, che occupa 76 lavoratori. Ormai, se non ci saranno garanzie sul tavolo previsto per i primi di novembre, la situazione potrebbe portare a forti azioni ed iniziative di protesta”