
Savona. Sarebbe uscita di casa questa mattina presto e quando il marito, Mauro Quagliati, 37 anni, non l’ha vista rientrare, conoscendo il suo stato depressivo, si è preoccupato ed è uscito a cercarla, arrivando sul luogo dove la donna si è lasciata cadere con l’auto, una Opel Corsa azzurra, in una riva della zona. Nel corso dell’interrogatorio reso in Questura la madre, Elisabetta Bertolotto, 36 anni di professione impiegata, in un forte stato di choc, avrebbe amesso le sue responsabilità nella morte del figlioletto, anche se la versione fornita è ancora al vaglio degli inquirenti. Nell’auto è stato ritrovato anche un coltello, che non sarebbe l’arma del delitto. L’ipotesi più accreditata è che l’abbia strangolato oppure soffocato.
La polizia, arrivata sul posto, avrebbe trovato vicini moglie e marito, assieme sul ciglio della strada. I due si erano da poco trasferiti a Savona in via Acqui, sposati dal 2007 hanno sempre vissuto a Varazze. Da soli venti giorni la coppia aveva avuto un secondo figlio, che al momento si trova in custodia dai nonni, che riceveranno a breve una visita da parte dei servizi sociali del Comune.
La donna è stata trasferita presso l’ospedale San Paolo di Savona dove si trova piantonata dagli agenti di polizia in stato di fermo, mentre l’uomo è ancora in Questura per rispondere alle domande degli investigatori. Intanto proseguono i rilievi della polizia scientifica e della Squadra Mobile sul luogo del ritrovamento del corpo. Una perquisizione è stata fatta anche nell’appartamento dove viveva la coppia. Da un primo responso del medico legale si avranno risposte sull’ora del decesso e sulle sue cause. Il sostituto procuratore Danilo Ceccarelli, che coordina l’inchiesta, ha già disposto l’autopsia sul corpo del piccolo.
Elisabetta Bertolotto viene descritta come persona cordiale, gentile e tranquilla e chi la conosceva non si spiega questo raptus omicida.