“Le ultime notizie riguardanti la vicenda Piaggio sono estremamente inquietanti. Siamo sorpresi dalla facilità con la quale si accavallano indiscrezioni e minacce sul futuro dell’azienda e sul destino di operaie e operai trattati come trascurabile merce di scambio”.
“Da anni denunciamo le delocalizzazioni e i piani per le aree Piaggio, che mettono insieme disprezzo per le lavoratrici e i lavoratori, e speculazioni edilizie di grande portata. La crisi dell’azienda poteva essere utilizzata per ripensare la vocazione economica di Finale Ligure, ed è invece l’ennesima occasione per trarre profitti privati a scapito degli interessi della collettività”.
“Nelle prossime settimane organizzeremo incontri e riunioni per poter intervenire democraticamente in una vicenda che ci sembra un’ulteriore prova della pessima qualità della classe dirigente italiana. Crediamo che solo un ruolo attivo delle operaie e degli operai della Piaggio, dei sindacati più responsabili (che non sono i sindacati ‘gialli’ e moderati), e un coinvolgimento della cittadinanza possano reindirizzare scelte gravi. Solo forme di “controllo operaio”, e cioè veramente democratico, potranno proporre vie d’uscita serie per la crisi Piaggio”.