
Vado L. Un nuovo progetto industriale diverso da quello presentato dall’azienda, che prevede il rifacimento totale, e non la semplice ristrutturazione, dei due gruppi a carbone esistenti con l’obiettivo di “ambientalizzare” la centrale e ridurre sensibilmente le emissioni inquinanti. E’ questa la proposta avanzata dal partito Democratico al termine del vertice regionale che si è da poco concluso a Genova.
Presenti diversi esponenti del partito: il vice segretario regionale Giovanni Lunardon, il consigliere regionale e presidente della commissione attività produttive della Regione, Nino Miceli, il segretario provinciale savonese Livio Di Tullio, il vice presidente del Consiglio regionale Michele Boffa, il responsabile ambiente del partito Marco Castagna e in rappresentanza di Vado Ligure e Quiliano sono intervenuti Monica Giuliano ed il sindaco Alberto Ferrando, oltre alla presenza dell’assessore regionale all’ambiente Renata Briano.
La proposta del partito Democratico verrà ufficializzata nei prossimi giorni, in attesa di valutare anche aspetti tecnici e progettuali. Per il Pd la creazione di due nuovi gruppi con le moderne tecnologie accompagnata da un parallelo sviluppo delle fonti rinnovabili porterebbe ad un aumento della potenza della centrale, con una riduzione dell’impatto ambientale.
Naturalmente la proposta del Pd dovrà arrivare anche al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, per vedere se ci sono i margini per riaprire una trattativa con l’azienda sul futuro della centrale termoelettrica vadese. A questo punto se l’azienda non vorrà tornare indietro sul progetto di ampliamento l’ipotesi di una nuova fase di concertazione sembra davvero allontanarsi.