
Savona. L’estate? Al mare, in montagna, al lago, comunque lontano dai vicini di casa. Già, perché i rapporti con loro sono ancora tutt’altro che idilliaci: più di un savonese su due (54%), infatti, ha un atteggiamento di sostanziale freddezza o persino indifferenza verso chi vive alla porta accanto, e non mancano nemmeno i casi di aperta e continua conflittualità. Lo evidenzia l’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni.
Gli animi si scaldano soprattutto di fronte agli schiamazzi e ai rumori (64%), specie adesso che con l’estate ha ripreso la vita notturna. Tra i motivi di litigio anche il poco rispetto delle regole condominiali (48%) e il mancato pagamento delle spese di condominio (42%). Senza dimenticare i danni e i piccoli inconvenienti (22%) al vicino derivanti dalla gestione quotidiana della propria abitazione o provocati magari durante lavori di ristrutturazione.
E come se non bastasse, quasi un savonese su cinque (18%) penserebbe persino di cambiare casa per il rapporto difficile coi vicini.
Ma se in molti casi la situazione è questa, c’è anche chi riesce ad andare abbastanza d’accordo. Anzi i savonesi stessi riconoscono che sarebbe importante costruirsi un buon rapporto di vicinato. Che può essere anche “utile”: nel sorvegliare l’abitazione mentre si è in ferie (44%), soprattutto in questo periodo estivo, così come nell’avere un aiuto in caso di bisogno (36%). E per un altro 26%, il solo sapere che di fianco vive qualcuno dà un senso di maggiore sicurezza.
In caso di litigio, per un savonese su due (46%) la soluzione migliore è il dialogo, che appiani i conflitti. Il 26% lascerebbe semplicemente correre, dando tempo al tempo, mentre un 16% si rivolgerebbe ad altri vicini perché possano fare in qualche modo da mediatori. E c’è un 8% che ricorrerebbe, senza indugi, a un avvocato.

In questi casi, anche una polizza assicurativa è considerata utile, soprattutto per far fronte alle conseguenze dei danni che si possono arrecare ai vicini di casa (24%). Un ulteriore 8% apprezza la copertura per le spese legali, mentre il 6% pensa soprattutto alle tutele per i danni che possono essere provocati dai propri animali domestici.