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Savona, Bruno a Caprioglio: “Ci permette due parole?”

L'esponente di Europa Verde pone alcune domande al sindaco

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Savona, Bruno a Caprioglio: “Ci permette due parole?”
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Savona. “Io, con Europa Verde, ci schieriamo dalla parte della libertà e della democrazia oltreché dell’antifascismo, dell’Europa unita e federata e della pace mentre non so se i suoi comportamenti e quelli della Sua giunta siano stati coerenti e lineari in questa direzione sempre che ella ritenga utile ricordare nelle proprie azioni la memoria storica di una città, medaglia d’oro della Lotta di Liberazione”. Così esprime la sua posizione Danilo Bruno, esponente di Europa Verde, e presenta alcune domande sul tema all’attuale sindaco di Savona Ilaria Caprioglio.

La Sindaca di Savona ormai in dismissione sta rilasciando in questi giorni interviste in cui sostanzialmente accusa parte della sua ex maggioranza di averle praticamente fatto la guerra, secondo notizie stampa. Io vorrei ora porre alcune domande poiché è noto che avrebbe potuto evitare molte delle scelte inadeguate compiute, andandosene prima della scadenza del mandato, ma veniamo a quanto le voglio chiedere.

Perché ha accettato di presenziare ad una cerimonia in memoria ai caduti di guerra dove sulla lapide venivano praticamente equiparati coloro che avevano trascinato l’Italia in guerra e avevano eliminato la democrazia e la libertà oltre a compiere stragi di persone innocenti (camicie nere) e coloro che lottarono e anche morirono per la libertà d’Italia (partigiani)?

Perché le parole “resistenza ” e “antifascismo” non compaiono sul monumento a Pertini e neppure viene ricordato il Processo di Savona e la fuga di Turati? Perché bisogna sempre ricordarsi del Pertini, svuotato di ogni idealità e fumatore di pipa come piace forse a lei e a Toti, mentre fu un convinto e grande combattente antifascista in una città, che è tuttora medaglia d’oro della Lotta di Liberazione?

Perché, quando il Presidente Mattarella venne a Savona, non fu condotto al Museo Pertini – Cuneo, di cui la sua Giunta pare vergognarsi e mai è stato compiuto in questi cinque anni un solo gesto per valorizzarlo a parte le singolari aperture pre -covid di due ore la settimana portate poi a ben quattro?

Perché non ha mai considerato la possibilità di valorizzare la cella di Mazzini, di cui l’Istituto Internazionale di Studi Liguri sez. Sabazia ha chiesto a suo tempo la gestione (non gratuita beninteso) e in cui una volta ho pure condotto una visita guidata in occasione di una manifestazione sul Priamar nel 2019. Forse ella non ricorda che Mazzini progettò proprio a Savona, dove fu prigioniero fra il novembre 1831 e il marzo 1832, la Giovine Italia ovvero il primo partito politico europeo con un programma e un bilancio oltreché precise norme di iscrizione affinché le giovani generazioni trovassero in se stesse la forza di un moto rivoluzionario, che portasse l’Italia alla libertà e all’indipendenza oltreché alla Repubblica con Roma capitale (la “Terza Roma” di lavoratori e lavoratrici proposta proprio da Mazzini.)

Perché negli ultimi giorni di mandato, oltre a visitare la collezione di burattini Gambarutti se ancora, come aveva promesso, non ci è stata, non viene a visitare la cella di Mazzini in cui potremmo vedere i lavori fatti nel centocinquantesimo dell’Unità d’Italia per spiegare il senso della presenza mazziniana e capire magari che da Savona egli partì per un esilio, che durò praticamente tutta la vita ma soprattutto egli teorizzò che una nazione non poteva nascere dal nulla ma vi era bisogno di una comune assunzione generale delle proprie responsabilità per dare un nuovo senso della cittadinanza e soprattutto della coscienza nazionale, che si poteva costruire solo sulla cultura , sull’ arte e la storia nazionale, da inserire in un progetto di Europa Unita.

Questi concetti possono essere collocati alla base anche della Lotta di Liberazione quando numerosi ragazzi e ragazze assunsero le proprie responsabilità, insorgendo in armi e salendo in montagna per riscattare l’onore del nostro paese e cacciare la dittatura nazifascista, pur non avendo mai conosciuto la libertà e la democrazia. Io chiudo qui per spiegare che io, con Europa Verde, ci schieriamo dalla parte della libertà e della democrazia oltreché dell’antifascismo, dell’Europa unita e federata e della pace mentre non so se i suoi comportamenti e quelli della Sua giunta siano stati coerenti e lineari in questa direzione sempre che ella ritenga utile ricordare nelle proprie azioni la memoria storica di una città, medaglia d’oro della Lotta di Liberazione.

Giulia Magnaldi
22 Giugno 2021 alle 10:02
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