
Francesco Coco, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Genova, viene assassinato dalle brigate rosse durante gli anni di piombo nei pressi della sua abitazione.
Gli attentatori gli esplodono alle spalle più colpi di pistola.
Nell’attentato vengono coinvolti e uccisi spietatamente anche l’Agente addetto alla sua tutela, Giovanni Saponara, e l’Appuntato Antioco Deiana, rimasto all’interno dell’auto di scorta.
L’omicidio viene rivendicato come una «rappresaglia esemplare» per il comportamento che il magistrato aveva tenuto dopo la liberazione del Sostituto Procuratore della Repubblica Mario Sossi.
L’opera di propaganda e sviluppo della lotta armata rivoluzionaria per il comunismo, aggiungeva così uno anzi tre, tasselli, al vergognoso puzzle del disegno criminoso di vili assassini.

A Lui, agli Agenti “andati avanti”, alle famiglie , oggi e sempre, il mio ricordo.
Angelo Vaccarezza