
Il 9 Maggio del 1993, Papa Wojtyla, in visita alla Valle dei Templi ad Agrigento, rivolse un appello agli esponenti dei clan mafiosi del territorio: “Convertitevi, un giorno verrà il giudizio di Dio”.
Il 9 Maggio di 28 anni dopo, la Chiesa ha un nuovo Beato, il Giudice siciliano Rosario Angelo Livatino, ucciso il 21 Settembre 1990.
La sua colpa, le indagini contro le cosche mafiose: sequestri e delle confische dei beni di loro proprietà erano il suo pane quotidiano.
Il suo encomiabile impegno gli valse purtroppo la condanna a morte, decretata dagli uomini della stidda, l’organizzazione mafiosa agrigentina.
E proprio ad Agrigento, il nome dell’ultimo Martire della mafia, ha risuonato Domenica 9 Maggio: il primo magistrato che diventa Beato nella storia della Chiesa, verrà celebrato il 29 Ottobre di ogni anno.
Tra le motivazioni della beatificazione ” la coerenza tra la sua fede e il suo impegno di lavoro” e ancora “irriducibile a tentativi di corruzione proprio a motivo del suo essere cattolico praticante” tanto da essere definito dai mafiosi in segno di derisione, “santocchio” e proprio per la sua frequentazione della Chiesa, fu avviata la causa per elevarlo agli Altari.
“Sub Tutela Dei” (sotto la protezione del Signore”), sotto l’acronimo “S.T.D.”, riportato su appunti, documenti e quaderni del magistrato, era il principio ispiratore della sua vita e della sua spiritualità profonda.
Angelo Vaccarezza