
In anni dove la tecnologia sta prendendo sempre più spazio nelle abitudini e consuetudini delle persone, dove operazioni impensabili fino ad anni fa possono essere realizzate al computer o tramite i supporti che il mercato offre, dove anche la Pubblica Amministrazione sta rinnovando le procedure di interfaccia con gli utenti proponendo obbligatoriamente un identità digitale per accedere ai propri servizi, conosciuta con l’acronimo di SPID, si può imbattere purtroppo ancora in alcune persone che non hanno ancora compreso che le attività svolte devono essere al servizio dei cittadini, e non devono arroccarsi dietro una burocrazia che sicuramente è corposa, ma che basterebbe un po’ di elasticità mentale, ma ancor di più voglia di conoscere il proprio lavoro e ciò che le norme prevedono per rendere tutto più facile. Questo lo dico nonostante fortunatamente ci siano tantissime ottime persone che compiono quotidianamente il loro lavoro.
Scrivo di un caso singolo accaduto a mia madre, ma scrivo per i tanti piccoli soprusi che giornalmente le persone subiscono sentendosi considerati come numeri, o ancor peggio come disturbatori della serenità degli interlocutori.
E’ possibile che normalmente ma ancor di più in questo periodo di pandemia Covid, le dipendenti delle poste dell’ufficio di Borghetto Santo Spirito, nonostante tutte le spiegazioni dei parenti presenti, obblighino una signora di 92 anni non ancora vaccinata con seri problemi di mobilità, che sta cercando di ottenere lo SPID per poter fare richiesta di accompagnamento a seguito della morte il giorno 07 aprile del marito ottantaquattrenne che la accudiva, di recarsi presso l’ufficio postale solo per il riconoscimento visivo?
Avrebbero potuto semplicemente illustrare le possibilità che Poste Italiane offrono come modalità di accertamento dell’identità, come ad esempio identità elettroniche, presentazione di documenti di riconoscimento e disposizione di bonifico, richiesta tramite uno strumento di identificazione informatica preesistente a SPID o anche semplicemente identità verificata a domicilio dal postino! Ma questo a mio avviso avrebbero potuto farlo se ne fossero state a conoscenza! Invece è molto più semplice rimandare al cittadino, che di base è portato a fidarsi dell’interlocutore istituzionale, l’onere di informarsi.
Nello specifico mia cognata arrivando da altro paese e non vedendo alternative ha portato mia madre, con estrema difficoltà, all’ufficio postale. Mi auguro senza conseguenze!
Mi ripeto che “servizio” indica un impegno senza riserve in favore di qualcuno o di qualcosa, e che lavorare presso istituzioni o attività dove il datore di lavoro sono gli stessi cittadini, rappresentati dallo Stato, dovrebbe essere ancor più sentito e messo in pratica.
Werner Caire