
Si è spenta a Milano, dove viveva da anni, Milva, la “pantera di Goro”, una delle donne più talentuose, affascinanti e poliedriche della canzone italiana (anche da esportazione). La notizia della morte è stata confermata dalla figlia Martina Corgnati, critica d’arte: la madre, 81 anni, era malata da tempo.
Nata Maria Ilva Biolcati nella provincia di Ferrara, aveva iniziato a cantare a 16 anni nelle balere emiliane ma studiando canto lirico a Bologna. Finiscea. Sanremo nel 1960 dopo aver vinto un concorso per giovani talenti. Sono gli anni del boom economico e della Dolce vita. La sua voce e il suo look sono dirompenti.
Insieme a Mina e Ornella Vanoni sarà parte del trittico sacro della musica italiana en rose. Tango, musical, romanze caratterizzato la storia della “rossa” ma la sua carriera prende una direzione tutta speciale grazie a Strehler, che la spinge verso il teatro di Brecht e di Weiss. Non solo ai Cantatutto e ai Sanremo, Milva si esibì all’Olympia di Parigi, alla Scala di Milano, al Regio di Torino, alla Carnegie Hall di New York ed ebbe grande successo anche a livello internazionale, in particolare in Germania con la hit in lingua Liebelei.
Non mancò qualche esperienza al cinema: La bellezza di Ippolita diretta da Zagni, D’amor si muore da Patroni Griffi, Via degli specchi, Celluloide di Lizzani e un documentario di Herzog sulla vita di Carlo Gesualdo da Venosa.
Anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha espresso cordoglio: “Addio a Milva, “La Rossa” della canzone italiana d’autore. Interprete unica, protagonista di un pezzo indimenticabile della storia della nostra musica”, ha scritto su Facebook.