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Cronaca

Primo weekend di zona gialla: “pienone” in sicurezza nei bar e ristoranti, ma regna la paura di prossime chiusure fotogallery video

Parziale boccata d'ossigeno per molti locali e operatori della ristorazione, con l'ombra di un ritorno in zona arancione

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Primo weekend di zona gialla: “pienone” in sicurezza nei bar e ristoranti, ma regna la paura di prossime chiusure
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Provincia. L’attesa era tanta dopo il lungo periodo di zona arancione, sia per ristoranti, agriturismi ed esercenti quanto per gli stessi clienti, con la voglia matta di tornare a sedersi ad un tavolo per il pranzo del sabato o della domenica, o anche per un semplice aperitivo. Quello appena trascorso, infatti, è stato il primo weekend di zona gialla, che ha visto molti locali della provincia tornare operativi almeno fino alle 18.00, e non solo con il servizio di asporto.

I savonesi hanno approfittato di questo fine settimana per tornare a mangiare fuori, anche perché la zona gialla potrebbe durare ben poco considerando l’andamento pandemico e le prospettive dei prossimi giorni. Una paura che accompagna soprattutto i titolari di ristoranti, bar, agriturismi ed esercizi pubblici, motivo per cui non tutti hanno deciso per la riapertura. Un aspetto che riguarda in particolare gli agriturismi: secondo una prima sommaria stima sono stati aperti solo un 50% nel territorio savonese, “in quanto il rischio di un imminente ritorno in zona arancione ha frenato gli animi, considerando che il rapporto tra i costi e le aspettative di incasso ha spinto molti a rimanere ancora chiusi in attesa di una vera (e si spera imminente) ripartenza anche per il turismo” ha evidenziato il responsabile agriturismi di Cia Savona Davide Moirano.

Diverso il discorso per ristoranti e pizzerie, “prese d’assalto” nelle diverse località della riviera. Idem per bar ed esercizi pubblici e secondo la voce degli operatori raccolta da IVG.it è ritornato anche qualche turista, in particolare dal Piemonte e dalla Lombardia. Ovviamente i locali e i titolari hanno voluto un rispetto rigorso delle regole e delle normative anti-Covid, evitando ogni genere di assembramento o chiedendo alla clientela prenotazioni scaglionate in grado di assicurare accessi contingentati e tavoli limitati nel numero delle persone.

“E’ stato un weekend di buona affluenza in tutta la provincia – afferma Pasquale Tripodoro, presidente Fipe-Confcommercio Savona -. Era forte il desiderio di tornare a riunirsi, seppur con le limitazioni del caso legate alle disposizioni di sicurezza sanitaria. Devo dire che la gente e la clientela in generale è stata molto attenta, anche con l’uso della mascherina quando non era al tavolo, ad esempio, così come gli operatori hanno svolto una attenta vigilanza sull’affluenza e le presenze nei rispettivi locali. I controlli ci sono stati, tuttavia ad ora non risulta nessuna sanzione: un primo bel segnale…” aggiunge Tripodoro.

“Certo, permane l’apprensione su quanto verrà deciso nei prossimi giorni, tornare in zona arancione sarebbe un’altra mazzata… Purtroppo non tutti restano aperti a pranzo e a cena facendo solo asporto, in quanto presenta enormi svantaggi e non è certo conveniente sotto vari aspetti”.

“Sulla base di questo fine settimana mi sento di dire che il livello di sicurezza sanitaria nei ristoranti, bar ed esercizi pubblici in genere è sicuramente alto: lo sforzo fatto dagli operatori è stato, è e sarà ancora elevato, proprio per evitare ogni genere di problematica rispetto al contesto pandemico”.

“Come associazione di categoria restiamo convinti di un fatto, suffragato anche dai dati: ristoranti e locali pubblici non sono certo ‘untori’, c’è massima attenzione al rispetto dei protocolli di sicurezza sanitaria, in primis nell’interesse stesso degli operatori. Per questo, al di là delle decisioni che verranno, chiediamo ancora una volta con forza di poter aprire almeno fino alle 22.00, garantendo quindi una continuità di orario serale alle nostre attività, unico modo per non doversi rassegnare solo ai fine settimana…“.

Ristoratori e altre categorie del settore non mancheranno di far sentire ancora la loro voce alle istituzioni: “Per molti o si traguarda una prospettiva di ripartenza o dovranno necessariamente chiudere, non potranno andare avanti in questo modo, a singhiozzo, con un tira e molla continuo, senza contare la confusione che regna sotto l’aspetto decisionale, con tempistiche che di fatto impediscono una minima programmazione e organizzazione” conclude il presidente Fipe-Confcommercio Savona.

E oggi, infatti, davanti alla Prefettura di Genova, sono tornati in piazza per il terzo lunedì di fila: questa volta anche con un grande striscione i #ristoratoriunitiliguria.: “Per noi con la zona gialla non cambia nulla – sottolinea una ristoratrice -, abbiamo bisogno di riaprire la sera: così non possiamo andare avanti”. Tra le richieste dei ristoratori liguri e savonesi, oltre ai ristori e alla cassa integrazione, quella di avere sconti sulla Tari.

Federico De Rossi
8 Febbraio 2021 alle 14:11
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