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#nonstozitta – 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Finale Ligure

"Stile Savonese" è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia

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#nonstozitta – 25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Finale Ligure
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Natalia Saurin, fotografa e artista di adozione finalese, e lo Zonta Club Finale Ligure, in un’azione patrocinata dal Comune di Finale Ligure, promuovono una singolare campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne.
Lunedì 23 Novembre dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 presso lo studio di Natalia in Via Brunenghi 283 a Finale Ligure verranno scattate fotografie a tutte le donne che vorranno partecipare all’opera in fase di realizzazione, per rendere virale l’hashtag #nonstozitta, che verrà inaugurato in occasione del 25 Novembre 2020.
 C’è bisogno del nostro aiuto, del nostro coinvolgimento.

C’è bisogno di donne che vogliano metterci la faccia, che per questa campagna di sensibilizzazione indosseranno una mascherina che copre la bocca, ma non la chiude. Perché, nonostante tutto, ma proprio tutto, non dobbiamo stare zitte.

Se l’è cercata. Without me you’re nothing. Ti picchio ma ti amo. I’ll never do it again. Non lo faro più Tesoro. L’uomo era geloso. Quante scene per due schiaffi. You’re mine forever. In preda a una tempesta emotiva. No me dejes o te mato. Non lo farò più. Indossava una minigonna. Sei mia per sempre.
Senza di me non sei niente.

Sono solo alcune delle frasi estrapolate dai media di diverse nazioni usate per minimizzare episodi di cronaca legati alla violenza sulle donne o usate dal violento per motivare il suo gesto.
Frasi che, insieme a molte altre, sono state riportate su un centinaio di piatti da cucina di uso quotidiano, in ceramica, in un’emozionante opera delle artiste Silvia Levenson, nata in Argentina ma residente in Italia dal 1980, e sua figlia Natalia Saurin.

L’opera dal titolo “Il luogo più pericoloso”, a cura di Antonella Mazza, avrebbe dovuto essere installata nel cortile di Palazzo Reale a Milano il 25 Novembre, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, con lo scopo di far parlare di questa emergenza umanitaria, che si è ulteriormente acutizzata durante la pandemia, e sottolineare la comunicazione distorta e misogina legata alla divulgazione delle notizie delle violenze.

Spesso infatti colpevolizzano la vittima, causando un gravissimo equivoco culturale, tanto antico quanto diffuso e attuale.
Perché queste frasi sui piatti? Perché, benché noi donne veniamo considerate le regine delle nostre case, sovente la violenza si consuma proprio all’interno delle mura domestiche.
L’evento, inserito nel Palinsesto “I Talenti delle Donne 2020”, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, non ha potuto avere luogo ed è stato trasformato in un’azione tra Palazzo Reale e Piazza Duomo, per la ferma volontà delle artiste e della curatrice di denunciare le violenze sulle donne avvenute durante la quarantena.

Ho fatto una chiacchierata con Natalia, che è una mia cara amica, e abbiamo parlato del suo impegno nei confronti di questo tema tanto spinoso quanto delicato. 
Ci ha già lavorato in passato con video, immagini e con l’esposizione dello scorso anno, sempre il 25 novembre, dell’opera “Il luogo più pericoloso” nel cortile del Michelozzo a Palazzo Vecchio a Firenze, sempre insieme a Silvia Levenson.

Lavora al tema dell’amore stereotipato, perfetto, basato sull’autocontrollo, sulla sopportazione e sulla difficoltà di comunicazione nella relazione amorosa, che può sfociare in una dimensione soffocante, che toglie il respiro, quando invece ogni singolo che compone una coppia avrebbe bisogno di aria. 
Perché una relazione d’amore sana, come dice Natalia, è come un pranzo romantico, dove il dialogo e il rispetto fanno fiorire la libertà di incontrarsi, di cercarsi, di amarsi e anche, eventualmente, di allontanarsi l’uno dall’altro.

La violenza di genere non riguarda solo alcune classi sociali. È diffusa, anche perché alimentata da un sessismo che è dappertutto e che risulta difficile capire dove inizi.

Un sessismo ostile, che opera attraverso il disprezzo delle donne, o un sessismo benevolo, che invece le considera positivamente, ma come esseri fragili, bisognose di protezione perché inferiori, apprezzate se restiamo in secondo piano.
E c’è poi un’altra caratteristica del sessismo: negare che esista la discriminazione contro le donne.
Viviamo ancora in una società di stampo maschilista, dove noi donne in primis lo siamo per cultura e i media spesso influenzano negativamente l’opinione pubblica e danno giudizi, seppur indirettamente. 
Con certi titoli, con certe frasi che tagliano e feriscono come lame, spostando la colpa dall’aggressore alla vittima.
Abbiamo ancora tanta strada da fare per uscirne, perché servono leggi, ma anche un’evoluzione culturale attraverso un lavoro che va concentrato ancora di più sui giovani, perché il futuro possa essere diverso.

L’impegno e la lotta non si ferma, nemmeno in questa durissima fase di emergenza sanitaria, perché ci sono i mezzi per far circolare le idee e i pensieri e perché, proprio ora, c’è più bisogno che mai di far sentire la nostra voce, in difesa della nostra forza e per concretizzare le azioni per fare del mondo un posto migliore.

CHIAMATA ALL’AZIONE. Silvia Levenson e Natalia Saurin, non potendo installare la loro opera a Milano, prima della quarantena hanno coinvolto un gruppo di donne e si sono fatte ritrarre dal fotografo Marco Del Comune con i piatti su cui sono state stampate frasi estrapolate da articoli pubblicati su fatti di cronaca che parlano di violenza sulle donne. 
Non stanno ferme, non stanno zitte. Hanno dato vita all’opera, con i volti coperti dalle mascherine che Silvia Levenson ha progettato con il suo simbolo dell’amore pericoloso per #sinergie: una mascherina per dar voce alle donne “imbavagliate” dell’Associazione “Non sei sola. Uscire dal silenzio. Contro la violenza” di Biella.

Ora tocca noi! 
A Finale Ligure in Via Brunenghi 283, Lunedì 23 Novembre presso lo studio di Natalia Saurin per urlare simbolicamente #NONSTOZITTA

“Legate. Imbavagliate. Insultate. Sottopagate. È il 2020 e le strisce rosse di dolore e sangue non sbiadiscono sul nostro viso. E ci chiediamo ancora se ci sia bisogno di una legge contro la misoginia” (da un post pubblicato su Instagram da Tiziano Ferro).

“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro. Clicca qui per leggere tutti gli articoli

Nicola Seppone
22 Novembre 2020 alle 13:42
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