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Disordini a Genova, 20 persone nel mirino della Digos: un giovane identificato

Nicola Seppone
29 Ottobre 2020 alle 15:19
29 Ottobre 2020
Disordini a Genova, 20 persone nel mirino della Digos: un giovane identificato
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Sono giovani e praticamente sconosciuti sul 'modello' della manifestazione di Torino

Genova. Ha circa 20 anni il giovane pregiudicato che abita nel quartiere di Sampierdarena e che ieri sera è stato portato in Questura dopo i tafferugli che un gruppo di manifestanti ha organizzato al termine della manifestazione spontanea che si è tenuta a Genova per protestare contro il Dpcm del Governo.

Il giovane è stato al momento identificato perché è fortemente sospettato di aver preso parte agli scontri che avevano come obiettivo le forze dell’ordine. Gli uomini della sezione investigativa della Digos sono al lavoro per visionare le immagini e identificare una ventina di persone. Si tratterebbe di un gruppo eterogeneo formato da giovani praticamente sconosciuti o con piccoli precedenti per reati comuni, tra cui alcuni immigrati.

Negli scontri due poliziotti della Digos sono rimasti contusi, colpiti rispettivamente da una bottiglia e dal fanalino di una bici scagliato dai manifestanti che lungo il corteo hanno fatto esplodere bombe carta e tirato oggetti contro la polizia, prima di essere dispersi nei vicoli.

Prima del corteo ieri sera Genova ha visto una piazza nuova da diversi punti di vista: oltre cinquecento persone si sono radunate pacificamente a De Ferrari tra commercianti, giovani precari, disoccupati ‘chiamati’ da un volantino in forma anomina che girava da due giorni tra chat e social. Tra gli organizzatori commercianti affiliati a Vox Italia, coordinato in Liguria dall’avvocato Marco Mori, che poco più di un anno fa si era candidato alle elezioni europee con Casapound.

In piazza De Ferrari c’erano anche noti esponenti dei movimenti di estrema destra Casapound e Lealtà azione. Dal lato opposto invece militanti dei centri sociali e alcuni anarchici. I due gruppi si sono guardati a distanza ed entrambi guardavano soprattutto quella strana piazza, per capire se e quando ci saranno spazi più ‘politicizzati’ per esprimere dissenso verso le politiche del Governo, ma anche del Comune e della Regione.

In mezzo tanta gente che nelle manifestazioni non la si vede mai, molti giovani – tra studenti e precari – che hanno accolto con poco entusiasmo l’arrivo di una quarantina di ultrà che, bardati e con l’aria bellicosa, hanno fatto partire cori e acceso qualche fumogeno nero.

Così anche gli ultrà, o almeno, la gran parte di loro, hanno rinunciato a forzare e molti sono andati via prima del formarsi del corteo improvvisato che ha vagato oltre un’ora in giro per la città.

La stessa polizia ci ha messo un po’ a capire chi fosse a ‘comandare’ il gruppo, perché la gran parte delle prime linee, quella che urlava slogan da stadio e ha cominciato a prendersela con la polizia e alcuni media, non è nota alla Digos.

Dietro di loro, tuttavia, si sono accodati molti di quelli che partecipavano al presidio, per lo più giovani, più incuriositi che altro. Alcuni si aspettavano che a Genova si replicassero gli scontri e i saccheggi di Torino, altri al contrario urlavano al gruppo di facinorosi, che rovesciava cassonetti e lanciava bombe carta, che “no, i cassonetti poi li devono tirare su i lavoratori, ma che senso ha?”.

Gli organizzatori del presidio hanno provato a riportare i manifestanti a De Ferrari, senza risultato, tanto più che il corteo si è sempre più sfaldato e arrivati in via XX Settembre la polizia ha deciso con una carica a distanza, di avvertire tutti che era l’ora di andare a casa (fra l’altro i cortei sono vietati dal Dpcm, e l’ordinanza della Regione vieta anche i presidi statici). A quel punto le prime file che si erano fatte notare per le ‘gesta’ durante tutto il corteo, sono fuggite nei vicoli, da cui sono riemerse diverse volte, a sorpresa, lanciando verso la polizia tutto quello che trovavano per strada.

La ‘caccia’ al gruppetto, ridottosi poi a una ventina di persone, è durata per un’altra ora. I danni per la città sono praticamente nulli, ma è abbastanza chiaro che il gruppetto eterogeneo di esagitati, che sociologicamente sembrano appartenere a grandi linee milieu del sottoproletariato è un elemento che ricorda, in piccolo, la manifestazione di Torino e che in vista delle manifestazioni che si terranno certamente nei prossimi giorni, dovrà essere studiato con attenzione.

Tag:
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