
Pallare. “Bacia pile di giorno, dissacratori di tombe di notte. Sembra il titolo di un giallo, e invece è realtà”. Inizia così il lungo sfogo con cui Maria Grazia, residente a Pallare nella frazione di Biestro, racconta la brutta sorpresa di alcuni giorni fa.
“Mia madre è morta 13 anni fa – racconta – e ora riposa in pace in un loculo nel piccolo cimitero della frazione di Biestro. Venerdì 18 passo a farle visita e a controllare i fiori, come sempre, e… sorpresa: la lapide che chiudeva il loculo era sparita”. Non solo la pietra con le anagrafiche, ma anche il portafiori, il portaluce, pure la fotografia.
“Se provo disappunto? No, sono arrabbiata e sbigottita – prosegue la donna – Noto che chi ha operato questo gesto dissacrante e infame lo ha compiuto con estrema precisione e professionalità. Hanno staccato la lastra di pietra, staccando accuratamente la piccola luce perpetua (di proprietà del comune, come del resto anche la lastra), asportando dalla pietra tutti gli accessori, lettere, vaso, porta lumino e fotografia di mia madre. Lasciando la pietra nuda appoggiata al muro e i fiori che erano nel vaso appoggiati allo sbalzo del loculo assieme alla lucina”.
Uno scenario talmente insolito da spingere la donna a fare qualche verifica. “L’ultima volta ero stata al cimitero il 5 settembre, ed era tutto in ordine. Ma i miei vicini mi hanno informata che già la scorsa settimana il loculo era ‘smontato’: se ne erano accorti, ma pensavano che io volessi fare dei lavori”. A quanto pare però nessuno sembra sapere nulla di un possibile intervento manutentivo: “Ho parlato con il vigile di Pallare, secondo cui però l’amministrazione comunale non c’entra nulla. Allora un mio amico ha contattato per me la ditta che si occupò delle esequie: anche loro sono caduti dalle nuvole riferendo che non sapevano nulla. Aggiungendo però una cosa che mi è suonata strana, ovvero che è una cosa che succede spesso”.
Per questo la donna ieri mattina è andata dai carabinieri a sporgere denuncia per furto aggravato. “Al di là del gesto che trovo esecrabile, della profanazione di un luogo sacro per antonomasia, e perseguibile penalmente, chi ha fatto tutto ciò per farmi un dispetto ora ha la coscienza a posto? – si chiede Maria Grazia – Vive meglio? E’ in pace con se stesso e con il suo Dio? O è semplicemente la consacrazione dell’essere un piccolo e insignificante ometto? Nella vita non serve avere i muscoli gonfi e la tartaruga sulla pancia, ma sarebbe più opportuno sfoggiare un cervello operativo e compassionevole verso il prossimo. Come non serve essere sempre in chiesa, per essere santi”.