
Savona. Crescono le proteste, tra via Mignone alta e la Rusca, per i rumori dei mezzi in transito sull’autostrada. Rumori ovviamente fastidiosi, colpi nella testa che tolgono il sonno a chi ce l’ha leggero e non solo.
Erano occorsi anni perché quelle barriere fossero sistemate (non c’è mai stato un buon rapporto tra Savona e Autostrade, ma è un privilegio condiviso con molte altre città) e ora siamo da capo. Tra le tante malefatte di Autostrade è venuta fuori anche quella delle barriere antirumore, pericolose perché si staccavano (o potevano staccarsi) finendo sulla carreggiata. Questo pericolo riguardava evidentemente anche il tratto savonese perché le barriere sono state rimosse.
Orbene, è venuto il momento di ripristinarle. Per il Comune si occupa della vicenda il benemerito (senza voler nulla togliere ai suoi colleghi, beninteso) assessore ai Lavori Pubblici Pietro Santi, che quando azzanna l’osso, soprattutto in un quartiere dove pascolano le sue 800 preferenze, non lo molla più.
Spiega Santi: “Il 22 luglio ho scritto al direttore del primo tronco, responsabile del tratto savonese, per invitare la società a ripristinare quanto prima le protezioni. Comprendo che le difficoltà per altri lavori, come quelli nelle gallerie, e il periodo estivo abbiano costretto a rinviare l’intervento, ma ora riparte tutto e il ripristino delle barriere non può più essere ritardato. Comunque è passato un mese e sono ancora in attesa di una risposta”.
Ecco, siamo forse all’aspetto più grave. Questi hanno ricevuto una lettera dell’assessore competente di un Comune come Savona e neanche rispondono?
Certo, avranno da fare (hanno molto da fare, perché hanno fatto troppo poco in passato), ma un riscontro, una telefonata per cortesia (per educazione?) potevano pur farla. Santi ha atteso giusto che passasse un mese e che finisse l’emergenza per il traffico di Ferragosto e ora tornerà alla carica.
Alla prossima puntata, vi terremo informati.