
Alassio. “Facebook consente le segnalazioni per ‘incitamento all’odio’, ed è questo l’atteggiamento di chi continua ad insultare e perseguitare i turisti. Lo farà ognuno di noi. E invitiamo gli alassini davvero innamorati di Alassio a farlo: smorzate le ali di chi semina odio e così facendo distrugge la nostra splendida città“. E’ il messaggio affidato dal Comune di Alassio a una “lettera aperta” contro coloro che, sui social network, si lasciano andare a pesanti esternazioni contro i turisti, visti alla luce della pandemia di Covid-19 alla stregua di “untori” indesiderati.
“In questi giorni stiamo lottando su più fronti – inizia la lettera – Quello dell’emergenza sanitaria che in pochi mesi ha sconvolto le nostre esistenze, terrorizzando non solo un Paese, ma un Pianeta intero: lentamente stiamo cercando di tornare ad una ‘normalità’ apparente ma facendo i conti con le limitazioni che l’emergenza ancora impone e con le conseguenze che ha determinato chiudere aziende, negozi, scuole e ogni sorta di attività. Quello dell’erosione costiera e di un clima che ci è ostile: il mancato ingresso dell’alta pressione presta il fianco ad un tempo instabile e ad un mare che non esita a trovare la via del centro abitato, essendo venuta meno la difesa della tanto celebrata spiaggia alassina”.
“Eppure non si molla – garantiscono – l’Amministrazione Comunale in primis, ma tutti: ristoranti, bar, esercizi commerciali, uffici si sono adeguati con investimenti e con presidi per la tutela della clientela e del personale; i bagni marini si stanno organizzando per il ripascimento stagionale. Tutti hanno fatto e stanno facendo il possibile perchè Alassio possa tornare accogliere i turisti, i fedelissimi, quelle delle seconde case e quelli che, complice ancora la chiusura dei confini con gli altri Paesi, sceglieranno la nostra Liguria per le loro vacanze”.
Poi c’è il fronte delle Autostrade e i mille cantieri “che rendono il percorso da Piemonte e Lombardia al Ponente Ligure – sostiene l’amministrazione – alla stregua di un viaggio in qualsivoglia girone dell’inferno. Qui, con altri comuni della Riviera stiamo valutando se avviare una class action nei confronti della Società Autostrade. Anche la stessa Regione Liguria si è già mossa per tutelare il territorio”.
Ma c’è un ultimo fronte: “Quello dei tanti, dei troppi che, nascosti dietro ad una tastiera, lanciano strali e anatemi all’indirizzo di turisti piemontesi e lombardi diffidandoli dal venire ad ‘appestare’ (ed è uno degli apostrofi più gentili) la gente ligure. La caccia all’untore è decisamente sfuggita di mano assumendo una portata che ci ha spinto a chiedere l’aiuto di tutti e a scrivere questo messaggio“.
“Ci stiamo attrezzando con test e con supporti di telemedicina per accogliere e vivere in sicurezza questa estate – spiega il Comune – la Polizia Municipale, le Forze dell’Ordine hanno già ampiamente dimostrato la propria capacità di controllo e indirizzo. I numeri dell’emergenza (quelli reali, non quelli millantati dai tanti fake) sono numeri all’insegna dell’ottimismo e della speranza. Non vi è motivo per cui, con le precauzioni di legge, ampiamente recepite e attuate da tutti, non si possa riprendere là dove si era lasciato”.
“Siamo una città tradizionalmente a vocazione turistica, la nostra stessa sussistenza, la nostra economia, il nostro benessere, i servizi… tutto dipendono e dipenderanno da come sapremo riprendere le redini di questa stagione – conclude il Comune di Alassio – Ma se viceversa continueremo a trattare piemontesi e lombardi alla stregua di ‘appestati’ il lavoro, le fatiche, le risorse di tutti saranno letteralmente buttate al vento“.