
Liguria. “La notizia di oggi su alcune fonti stampa sul mancato utilizzo dei tamponi ci sconcerta. Dall’inizio dell’epidemia in Liguria chiediamo un maggior utilizzo dei tamponi per circoscrivere l’infezione e proteggere la popolazione. La Regione ha sempre giustificato il bassissimo numero di tamponi effettuati con la carenza di reagenti e materiali”. E’ quanto dichiara Fulvia Veirana della Cgil Liguria.
“Apprendiamo che non è stata in grado di eseguire neppure quelli che ha fornito la protezione civile nazionale – prosegue – Nel frattempo centinaia di persone sono in attesa di sapere se hanno contratto il virus o ignorano di averlo perché nessuno fa loro i tamponi, a partire dai lavoratori del sistema sanitario, delle Rsa e di tutte le categorie esposte al contagio”.
La sindacalista continua dicendo: “Certo il numero dei tamponi non ha una connessione diretta con la mortalità legata alla malattia, ma se i tamponi venissero utilizzati come in Veneto per isolare i contagi, forse il tasso registrato in Liguria si abbasserebbe”.
“In vista della Fase 2, con l’allentamento delle misure di isolamento sociale, è bene che Regione Liguria e Alisa adottino una strategia più efficace e un programmazione stringente, utilizzando tutti gli strumenti per evitare il tracollo degli ospedali e l’ulteriore dilagare della malattia” conclude Veirana.
Ad affermare che la Regione Liguria abbia effettuato meno della metà dei tamponi a sua disposizione – “dei 79600 che gli sono stati forniti dalla protezione civile nazionale, ne sono stati utilizzati solo 37.842, per un totale di 25045 casi (visto che a volte se ne usano più di uno per una persona). La media nazionale invece è del 70%” – è anche il gruppo PD della Liguria.
“Noi quindi siamo 20 punti percentuale al di sotto degli altri, tanto che ci troviamo all’ultimo posto fra le regioni del Nord Italia con 24,4 tamponi ogni mille abitanti (sotto di noi ci sono solo le Regioni del Sud che non hanno avuto la quantità di contagi e di morti del Nord) – specificano dal partito democratico – Sappiamo bene che i tamponi non curano le persone, come si ostina a ripetere Toti, ma aiutano a mappare e quindi a contenere il contagio”.
“Se ci troviamo gli ospedali liguri infettati dal Coronavirus è proprio perché non sono stati effettuati per tempo i tamponi sul personale sanitario e ancora oggi sono pochissimi i medici, gli infermieri e gli oss tamponati – aggiungono gli esponenti del partito democratico ligure – Per non parlare delle Rsa, dove ci sono stati molti contagi e molti decessi e gli operatori chiedono di poter effettuare il tampone”.
“La Regione però preferisce tenerli chiusi nei cassetti. Eppure la Liguria ha un tasso di mortalità molto alto, simile a quello delle Lombardia. Perché Toti non usa i tamponi pur avendoli? Perché ne facciamo solo la metà mentre tutte le altre Regioni ne fanno una media del 70%?”
“Delle due l’una: o tutti gli altri non ci hanno capito niente oppure (cosa ben più realistica) a non capire nulla sono quelli che hanno governato l’emergenza sanitaria in Liguria, condannandoci a percorrere una strada sbagliata e a combattere alla cieca il virus, senza conoscerne la reale estensione e arrivando sempre in ritardo sulle risposte da dare alla nostra comunità” concludono dal gruppo PD.