
All’Assessore allo Sviluppo Economico,
Industria, Commercio, Artigianato
Andrea Benvenuti
E p.c. Al Presidente della Regione Liguria
Giovanni Toti
A seguito delle ben note vicende riguardanti il Covid-19 e le conseguenti misure in materia di contenimento adottate dal Governo, intendiamo lanciare un grido d’allarme per quanto concerne la nostre aziende di noleggio autobus della Liguria.
Le aziende liguri interpellate sono circa quaranta con un numero di addetti che tocca le 450 unità, ed una flotta di mezzi che supera ampiamente i 500 veicoli, rappresentando insieme la quasi totalità del nostro settore da La Spezia a Ventimiglia.
Si tratta di aziende radicate sul territorio ligure, anche storiche con oltre 50 anni di attività, che hanno saputo superare crisi come quelle dovute al terrorismo internazionale, caro gasolio, incidente della Costa Concordia, tragico crollo del Ponte Morandi e la situazione disastrosa della viabilità ligure in generale.
In tutti questi anni siamo riusciti a sopravvivere grazie alla caparbietà tipica dei liguri, abituati a camminare fin da bambini su strade perennemente in salita. In Liguria, chi come noi trasporta persone tutti i giorni, ma non lo fa come trasporto pubblico locale, da sempre pare esercitare un’attività di “serie B”, totalmente invisibile alle Istituzioni che da sempre rivolgono la loro attenzione alle imprese di Trasporto Pubblico.
Stessa cosa si può dire dei nostri preziosi collaboratori, con famiglie da mantenere, figli da far crescere e mutui da onorare che da sempre sono considerati dipendenti con dignità inferiore rispetto ai colleghi del TPL. Crediamo di non sbagliare dicendo che con questa crisi l’intero settore di aziende private liguri oggi rischia l’estinzione. Siamo tutti titolari di imprese che hanno impiegato anni per strutturarsi, crescere, certificarsi, riammodernare il parco mezzi, investendo capitali propri
senza aver mai ricevuto alcun incentivo dedicato al nostro settore: abbiamo sempre rischiato in prima persona come solo chi fa impresa (privata) sa fare.
Tutto ciò potrebbe scomparire in poche settimane mentre servirebbero anni, in certi casi generazioni, per ricostruire un intero settore. I noleggiatori liguri, a differenza delle aziende pubbliche, non hanno mai avuto accesso a forme di aiuto o ristoro nelle varie situazioni di crisi che hanno saputo sempre affrontare e superare in modo autonomo.
Oggi la situazione è drammatica, lo scenario che ci si prospetta per i prossimi mesi è di cancellazioni totali di viaggi turistici, transfer su aeroporti, servizi per crociere, gite scolastiche e trasporto scolastico quotidiano a mezzo scuolabus, servizi per manifestazioni pubbliche culturali e sportive, servizi nazionali e internazionali mediante tour operator… ecc.
La prospettiva occupazionale del nostro settore è tragica, in mancanza di sostegno a breve termine saremo costretti a non poter rinnovare i contratti in scadenza e a procedere a licenziamenti collettivi dei nostri dipendenti. Noi tutti sappiamo che i mesi che vanno da marzo a giugno rappresentano il periodo di massima attività contribuendo significativamente al consolidamento del fatturato delle nostre aziende.
Mentre il business è immobile, i costi fissi aziendali viaggiano senza freni (assicurazioni, bolli, leasing, finanziamenti, stipendi, tasse, imposte, scadenze varie, sanificazione dei mezzi e quant’altro).
A tutti noi è chiaro quanto sarà grave nel prossimo periodo la mancanza di fatture da poter anticipare presso gli Istituti di Credito per generare liquidità necessaria a far fronte agli impegni che quotidianamente ci si presentano, prima di tutto gli stipendi dei nostri dipendenti.
Ad aggravare ancor di più la nostra situazione è il fatto che alla fine di questo periodo di stato di emergenza (due, tre, quattro mesi??) la ripresa sarà lenta e dall’esito incerto; si dovrà ricostruire un intero settore prima di tutto dal punto di vista economico, sperando poi che la società in cui viviamo sia in grado anche di superare la psicosi collettiva che senz’altro perdurerà per molti mesi dalla sconfitta del virus che ci auguriamo avvenga il prima possibile.
Siamo come il furgone della Basko sul Ponte Morandi ma noi siamo obbligati ad andare avanti!
In questa sede, siamo uniti tutti insieme, per chiedere a gran voce un aiuto concreto per le nostre aziende confidando nel fatto che Lei e il Presidente Toti vogliate farvi portavoce della tragedia che stiamo vivendo nelle sedi più opportune non lasciando soli noi e le famiglie dei nostri circa 500 dipendenti.
Ringraziando per la disponibilità e certi che recepiate le nostre difficoltà porgiamo cordiali
saluti.
In Rappresentanza
delle Società di Noleggio
Bus della Liguria