
In questi giorni che sembrano sospesi in un tempo incerto e infinito, penso che certe parole abbiano ancora più peso e significato.
Inizialmente il problema Covid-19 veniva visto altrove, quindi lontano da noi. Ma abbiamo potuto appurare come oggi l’altrove sia dietro l’angolo di casa e “nessun luogo è lontano”.
Così il Coronavirus si è messo bello comodo in Italia e in un attimo, agli occhi del mondo, siamo “quelli con il Coronavirus”.
È bastato un attimo per toglierci l’identità di un Paese che ha fatto del proprio saper fare l’eccellenza numero uno al mondo. In un istante, il nostro valore è stato offuscato e ciò che ci rappresenta oggi è il Coronavirus.
Penso da sempre che nulla accada per caso, e per ogni cosa c’è una lezione da imparare e sono giorni e giorni che leggo e, più mi informo, più sono convinta che il mondo stia cambiando e, se non vogliamo subirlo questo cambiamento, dobbiamo essere parte attiva e proattiva.
Dobbiamo ribaltare le cose. Subito! Noi siamo “quelli del Made in Italy”, quelli che curano TUTTI e non ci nascondiamo, quelli che cercano e creano bellezza. Siamo l’Italia che resiste e reagisce.
Responsabilità, Rispetto, Rivoluzione: sono le mie 3 Erre.
Responsabilità. Ognuno di noi deve riflettere un po’ più del solito prima di agire. Non è facile sradicare abitudini, ma in questo particolare momento non è possibile continuare a comportarsi come “prima del Coronavirus”. È indispensabile attenersi alle ordinanze e rispettare le limitazioni per il bene di tutti.
In questa situazione il buon senso deve prevalere sulla voglia di normalità, che ovviamente tutti avvertiamo come un’urgenza. Siamo responsabili di ciò che sta accadendo.
Ma questo non significa lasciarsi bloccare dalla paura. Il mondo, l’Italia non deve fermarsi, solo procedere con cautela e secondo le regole che ci sono state imposte e consigliate.
Rispetto. Il Paese, e alcune zone dell’Italia in particolare, è in emergenza sanitaria. Ci è stato detto che il virus in questione è come un’influenza un po’ più aggressiva e che è più contagiosa. Può mettere in difficoltà e causare il decesso delle persone più deboli, che hanno altre patologie da affrontare e che per questo possono aggravare il loro stato di salute.
Pratichiamo l’etica del rispetto per loro e per chi sta lavorando alacremente per superare questa emergenza. Rispettare, in questo caso, significa evitare occasioni di contagio, evitare di andare a zonzo, che non siamo in vacanza, ma stiamo affrontando una situazione gravissima.
RISPETTO per la vita e il lavoro.
Rivoluzione. Per me si tratta di un cambiamento e anche in questo frangente cerco di cogliere il positivo.
Einstein diceva “Nel mezzo delle difficoltà, nascono le opportunità” e questa emergenza può rappresentare quel passaggio alla modernità tanto anelata, ma che ancora non abbiamo raggiunto del tutto.
Credo sia emblematico l’impegno, ad esempio, profuso dagli insegnanti che stanno utilizzando i nuovi strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione, per continuare a istruire i nostri figli. Non tutti erano già preparati, qualcuno non si era mai neanche avvicinato all’idea di servirsene, ma ora che i tempi lo esigono, si stanno ingegnando, fanno prove, si connettono e grazie a questo i nostri ragazzi possono continuare ad apprendere e fruire di questo tempo per essere più evoluti.
Chissà, se anche noi riuscissimo a trasmettere loro positività, rispetto per se stessi e per il prossimo e senso della responsabilità, forse ne potranno uscire anche migliori.
Il momento è difficile, non vi è alcun dubbio, e tutti siamo preoccupati.
Tutte le persone responsabili e rispettose abbiamo dovuto rimandare impegni e qualche progetto potrebbe slittare, ma se utilizzassimo questo tempo per noi stessi e per migliorarci, sia da un punto di vista personale che professionale?
Abbattersi e deprimersi è quasi naturale quando vieni privato della libertà di abbracciare un amico, ma mai come oggi abbiamo tutti la possibilità abbracciarci lo stesso. Se non possiamo vederci, ci sono le telefonate, i messaggi, le videochiamate, gli emotijon. E se invece ci possiamo vedere, ci sono i sorrisi, capaci di esprimere molto più di una stretta di mano … e se la giocano con gli abbracci.
Aiutiamo con energia positiva chi rischia la depressione, non abbandoniamolo, che gli strumenti li abbiamo.
Siamo davanti a un tempo nuovo e in questi giorni possiamo studiare, leggere, imparare e, anche se aleggia la paura per l’ignoto, proprio noi possiamo cominciare a dargli una forma.
È difficile, faticoso, ma dobbiamo accettare questa sfida e trovare nuove strade e nuove soluzioni.
Io credo che, come sempre, l’unione faccia la forza, e ora aiutarsi reciprocamente a tutti i livelli e “fare rete” sia indispensabile e vitale. Non pensare solo a se stessi o alla salvezza della propria azienda, ma collaborare sostenendosi a vicenda, perché siamo davvero tutti sulla stessa barca che ci sta traghettando e solo chi saprà fare squadra arriverà a destinazione.
C’è un detto che dice che “il marinaio si vede in mezzo alla tempesta” e in questo tempo sospeso, abbiamo un’occasione unica e imperdibile per dimostrare che noi italiani, noi liguri, noi savonesi, abbiamo il cuore grande e siamo creativi, così riusciremo a ritrovare la bellezza.
Stiamo navigando a vista, ma troveremo la rotta per la salvezza, attraverso ciò che riusciremo a migliorare nella nostra quotidianità, esaltando anche le piccole cose, con pensieri positivi e vibrazioni alte.
Manteniamo una visione a colori per continuare la navigazione #ilbellocisalverà
“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia. Ogni settimana una passeggiata tra le vetrine dei negozi della nostra provincia, a caccia di novità: un “viaggio” tra le tendenze savonesi a livello di moda, bellezza o arredamento, ma anche tra proposte come gite, corsi o spettacoli a teatro. Clicca qui per leggere tutti gli articoli