
Regione. Sono 1092 le persone positive al Covid-19 in Liguria, 129 in più rispetto a ieri. Secondo i dati relativi ai flussi tra Alisa e il ministero, dei positivi totali, 694 sono ospedalizzate (di cui 121 in terapia intensiva), 305 al domicilio e 93 clinicamente guarite (ma restano positive e sono a casa).
Di seguito il dettaglio dei dati e la suddivisione per singola azienda/ospedale:
Asl1 – 115 (14 terapia intensiva)
Asl2 – 109 (15 terapia intensiva)
Asl 3 Colletta di Arenzano/Gallino Pontedecimo – 2
Asl 3 Villa Scassi – 65 (13 in terapia intensiva)
Asl 3 Micone di sestri ponente – 0
Asl4 – 27 (10 terapia intensiva)
Asl5 – 58 (13 terapia intensiva)
San Martino – 119 (32 terapia intensiva)
Galliera – 141 (16 terapia intensiva)
Evangelico – 58(8 terapia intensiva)
Al Domicilio 305 (27 più di ieri)
A livello regionale, si segnalano, inoltre, clinicamente guarite (ma restano positivi e sono a casa) 93 persone, 11 in più di ieri. Da inizio emergenza, 8 persone (5 in più di ieri) guarite con due test consecutivi negativi
Persone in sorveglianza attiva: totali 1860. Di cui:
Asl1 – 359
Asl2 – 229
Asl3 – 391
Asl4 – 474
Asl5 – 407
Da questi dati si evince chiaramente come, nello specifico del savonese, siano 22 i nuovi ricoverati rispetto a ieri, 29 marzo, quando erano 87. Ma allo stesso tempo si può notare come, nell’arco di 6 giorni, da lunedì 16 marzo ad oggi ci sia stato in provincia di Savona anche un calo evidente nel numero delle sorveglianze: lunedì (16 marzo) erano addirittura 316 (+87) contro le 229 di oggi (20 marzo).
“Per quanto riguarda le sorveglianze attive in diminuzione in Provincia di Savona, – ha spiegato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, – credo si tratti di una normale dinamica legata al tempo: dove si sono sviluppati i primi contagi sono scattate anche le prime quarantene, che dopo un tot di giorni si concludono, mentre in altre province liguri sono in aumento perché il contagio è arrivato dopo”.
Nel savonese si è registrata anche una crescita percentuale apparentemente inferiore dei ricoverati nelle terapie intensive. Ha proseguito Toti: “Credo che questo sia dovuto agli spostamenti dei pazienti e al calo complessivo dei malati in un territorio che non ha particolari condizioni ambientali. Per quanto riguarda le terapie intensive a livello regionale abbiamo posti liberi, ma ne attrezzeremo altri ancora: stiamo correndo per farlo”.