
Savona. Si è tenuta ieri a Savona presso la sede dell’ISREC (l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea) la prima riunione del comitato “Democrazia costituzionale”.
Spiega Gabriella Branca, referente del comitato: “Anche qui, in questa nostra piccola realtà, segretari di partiti, rappresentati di molte associazioni e i cittadini impegnati da anni nella difesa dei valori della nostra Carta Costituzionale si sono incontrati per avviare l’attività di informazione e diffusione dei contenuti della legge costituzionale che sarà sottoposta a referendum il prossimo 29 marzo 2020.Il nostro Comitato proporrà con forza l’intenzione di un rilancio della democrazia costituzionale e non si limiterà alla necessaria indicazione di voto per il ‘No’. Il quadro generale di riferimento all’interno del quale il provvedimento è stato approvato è sicuramente identificabile come di natura semplicisticamente demagogica e l’idea della riduzione dei costi della politica, a conti fatti, si è rivelata perlomeno di modesta entità”.
“Non possiamo cadere nel trappola della rabbia o ancora peggio della indifferenza che ormai attutisce ogni impatto contro le istituzioni della Repubblica – continuano dal comitato – anche perché il disegno che si cela dietro al taglio dei parlamentari è fin troppo evidente: umiliare, azzerare il parlamento, e quindi la discussione politica e democratica, in nome della governabilità. Basti pensare che già oggi l’80% delle leggi che vengono approvate in Parlamento sono di iniziativa del Governo, e, non solo non vengono discusse, ma spesso neppure lette. Da quasi venti anni Comitati e Associazioni lavorano per la legalità costituzionale e per il rispetto e l’attuazione della Costituzione, troppo spesso, nel nostro paese, ignorata o aggredita”.
Prosegue Branca: “Siamo intervenuti per contrastare la manomissione della Costituzione tentata da Berlusconi nel 2006, con una grande mobilitazione referendaria ed abbiamo costituito il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (guidato da Alessandro Pace in stretta collaborazione con il costituzionalista Massimo Villone) nell’altro tentativo di manomissione del 2016, con l’esito di una straordinaria risposta del popolo italiano ed oggi intendiamo incontrare le persone per discutere del tema principale della vita della nostra Repubblica. La nostra democrazia ha un pilastro fondamentale nel parlamento, se non funziona o è dileggiato o viene ridotto ad un simulacro, è un problema di tutti noi, perché non si può lasciar morire la democrazia parlamentare consegnando tutti i poteri ad un solo organo”
“Per questo è necessario sottoporre agli elettori la questione e farli decidere, ma non solamente sul quesito referendario: dobbiamo sottolineare l’importanza della rappresentanza e della partecipazione, parlare dei partiti, del governo, della democrazia, dei suoi difetti, dei possibili rimedi, riscoprire il ruolo dei cittadini e da loro voce. La nostra carta Costituzionale dobbiamo aggiornarla ed attuarla, non demolirla” concludono dal comitato.