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Politica

A proposito della “santificazione” di Pertini…

di Fabrizio Marabello

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A proposito della “santificazione” di Pertini…
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Nel giorno in cui i social sono sommersi da post commemorativi del “presidente più amato dagli italiani”, (“p” volutamente minuscola) intendo ricordare quanto segue:

Pertini concesse la grazia all’ex partigiano comunista Toffanin, detto “il boia di Porzus” condannato (e mai pentito) per la fucilazione di 17 partigiani cattolici (fra i quali il fratello di Pier Paolo Pasolini). In seguito alla grazia, il boia (ripeto, mai pentito) fu premiato dallo Stato italiano con una pensione della quale usufruì, con altri suoi “colleghi”, per 20 anni; Pertini fu amico di Tito, responsabile delle “foibe”, e partecipò commosso al suo funerale; Pertini, da partigiano, si rese responsabile di vari crimini fra i quali l’omicidio della coppia di attori Ferida-Valenti. La Ferida aveva 31 anni ed era incinta.

Fra le sue altre imprese meno sanguinose, in una telefonata carica di insulti al direttore della “Domenica del Corriere”, grande giornalista e gentiluomo (“Imbecille! Chiamo il tuo presidente Agnelli e vedremo chi comanda!”), fece licenziarsi giornalista Massimo Fini dalla Rizzoli per un articolo che non gli era piaciuto; Pertini dichiarò fieramente agli operai di Marghera: “Sono stato un brigatista rosso anch’io”, quando era Presidente di una repubblica martoriata dal terrorismo rosso.

Quando l’Msi celebrò il suo congresso a Genova nel 1960, fu proprio Pertini ad accendere il fuoco della rivolta sanguinosa dei portuali della Cgil col discorso del “brichettu” (il cerino). E vennero i famigerati “ganci di Genova”, coi quali un governo democratico di centro-destra, a guida Tambroni, con l’appoggio esterno del Msi, fu abbattuto da un’insurrezione violenta nel nome dell’antifascismo.

Se, nonostante questo, volete conservare l’immagine agiografica del caro bonario vecchietto con la pipa, fate pure …

Fabrizio Marabello

Luca Berto
26 Febbraio 2020 alle 14:43
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