
Borghetto Santo Spirito. Lei è originaria di Torino, lui di Montpellier, entrambi ora vivono a Los Angeles, ma per il loro matrimonio hanno scelto Borghetto Santo Spirito ed il suo “palcoscenico sul mare”, cioè piazza Pelagos. E’ in programma domani, sabato 4 gennaio, alle 11.30 il matrimonio di Simona Torriano e Christophe Dufresne, giovanissima coppia italo-francese (ma residente negli Stati Uniti) che come cornice per le proprie nozze ha preferito le palme liguri a quelle californiane.
Simona Torriano ha 31 anni ed opera nel campo delle biotecnologie mediche. Dopo la laurea a Torino ha ottenuto una borsa di studio europea “Marie Curie” che negli ultimi quattro anni e mezzo le ha consentito di svolgere un dottorato di ricerca a Montpellier, in Francia.
Il suo campo di specializzazione sono le malattie rare della retina, dove sta conducendo ricerche che definire all’avanguardia è forse riduttivo: “Le nostre attività partono dalle cellule della pelle. Da queste ricaviamo cellule staminali che poi in laboratorio ‘trasformiamo’ in cellule dell’epitelio pigmentoso della retina. Si tratta di tessuti presenti nella retina di ciascuno di noi, ma che è impossibile prelevare a meno di non compromettere in maniera irreversibile la vista dei pazienti. Grazie a questa soluzione possiamo studiare l’evoluzione delle malattie, le loro caratteristiche fisico-patologiche e approntare terapie perfettamente ‘calibrate’ sulle esigenze dei pazienti”.
Il termine tecnico è “gene editing” e (per i profani) consiste in una sorta di auto-trapianto di tessuti “modificati” che consente di contrastare le patologie più rare e difficili da curare.
Mentre Simona portava avanti le proprie ricerche, la sorte l’ha portata ad incontrare l’uomo della sua vita, il 26enne istruttore di kayak Christophe Dufresne, incontrato proprio “a Montpellier durante il mio post-dottorato”. E da quel momento non si sono più lasciati. Nemmeno quando Simona si è trasferita a Los Angeles per lavoro: “Un amico trasferitosi laggiù mi ha fatto girato una proposta per un posto di lavoro che corrispondeva perfettamente al mio profilo e ai miei studi. Le mie ricerche sono molto specifiche e questo mi ha avvantaggiato molto. Ad aprile, quindi, mi sono trasferita da Montpellier in California”.
Dopo qualche mese di “rapporto a distanza” ed aver passato l’inverno sulla neve a La Plagne per “cementare” ulteriormente il loro rapporto, Christophe ha lasciato la Francia per trasferirsi negli Stati Uniti e stare accanto a Simona. E poi il grande passo: il matrimonio.
La scelta di Borghetto Santo Spirito non è stata casuale: “Io e la mia famiglia trascorriamo le vacanze qui da moltissimi anni. Ci torniamo sempre, sia in estate che in inverno. Io e Christophe volevamo sposarci al mare, quindi la scelta di Borghetto è stata quasi obbligata. Celebrare il matrimonio a Torino sarebbe stato facile per entrambe le famiglie; celebrarlo a Los Angeles sarebbe stato bello, ma troppo scomodo per gli invitati. Alla fine abbiamo deciso di sposarci qui”.
Il nulla osta, però, è arrivato solo all’ultimo minuto: “Dal punto di vista burocratico è stato molto complicato. L’ufficio anagrafe del Comune si è messo in contatto con l’ambasciata americana e con quella francese ed ha fatto un lavoro enorme per farci ottenere tutti i permessi necessari in tempo. Il via libera definitivo ci è arrivato solo il 31 dicembre, pochi giorni prima della cerimonia”.
Che sarà officiata dal sindaco Giancarlo Canepa, orgoglioso del fatto che questa giovane coppia abbia deciso di iniziare la propria vita insieme proprio nella sua città: “Sono orgoglioso che i due nubendi ‘internazionali’ abbiano scelto uno dei luoghi simbolo di Borghetto per il loro giorno più importante. Piazza Pelagos, d’altronde, dopo il primo matrimonio che ho celebrato nel 2018, è stata citata in numerose riviste specialistiche del settore per la bellezza del luogo e la naturale predisposizione ad accogliere eventi di questo tipo. A testimonianza dell’unicità del luogo, in questa piazza sono stati anche girate alcune immagini di famosi spot pubblicitari”.
Anche il primo cittadino borghettino ci tiene a sottolineare le difficoltà burocratiche di organizzare un matrimonio del genere e a dare il giusto merito e ringraziamento a chi si è adoperato per rivolgere i problemi: “C’è stato un intreccio complicato di nulla osta burocratici tra tre nazioni e due continenti. Alla fine è arrivato ieri, in extremis, il nulla osta del Console Generale italiano a Los Angeles, dottoressa Silvia Chiave, che ringrazio per avermi autorizzato a celebrare il matrimonio”.
A differenza di quello che si potrebbe pensare, dopo il fatidito “sì” la coppia non si allontanerà a bordo di un auto sul cui retro è attaccato il consueto cartello “Just married” e gli altrettanto consueti barattoli di latta, ma si recherà al banchetto percorrendo la passeggiata a mare: “Ci piace stare all’aperto, perciò andremo al ristorante (che si trova in centro storico) a piedi. Il meteo promette bene ed il nuovo lungomare è splendido”.
E poi, dopo la cerimonia, il ritorno (con calma) in California: “Ma torneremo ogni volta che potremo. Tra voli intercontinentali e jet-lag non è facilissimo, ma nessuno di noi due può stare lontani da casa per troppo tempo”.
E da Torino (o Montpellier) a Borghetto la distanza non è eccessiva.