
Liguria. È una casalinga 37enne di Recco l’autrice dell’audio diventato virale su WhatsApp che annunciava il rischio di crollo per il viadotto Sori dell’autostrada A12. In poche ore i carabinieri l’hanno rintracciata e ora dovrà rispondere di procurato allarme. La notizia è riportata stamattina dal quotidiano Il Secolo XIX.
“Un amico di mio marito fa il geologo e ha detto non prendere il ponte perché dopo questo mese di piogge, visto che era già pericoloso all’80%, è arrivato a una pericolosità del 160% e ha un pilone pieno d’acqua”, diceva il messaggio vocale inviato in origine su una chat scolastica di genitori. In poche ore il file ha raggiunto gli smartphone di migliaia di liguri che a loro volta l’hanno condiviso senza verificarne l’attendibilità.
“Non volevo scatenare il panico”, ha detto la donna convocata in caserma. Invece l’effetto è stato esattamente quello. Tanto che, in assenza di una smentita ufficiale da parte di Autostrade, è stata la Regione a chiarire la situazione con un post su Facebook: “La Direzione di tronco di Autostrade ha smentito categoricamente questa fake news. Invitiamo come sempre i cittadini a informarsi presso le fonti ufficiali e a non condividere messaggi dai contenuti chiaramente dubbi”. Poi è arrivata anche la nota tecnica di Aspi.
Certo, anche le bugie hanno un fondo di verità. Sul nostro quotidiano genovese, Genova24.it, avevamo raccontato un mese fa che il viadotto Sori era stato oggetto di ispezioni da parte della procura di Genova, che indaga sul caso dei falsi report di Aspi e Spea. Ma ieri, in procura, i vertici del concessionario hanno incontrato i pm dai quali sono partiti gli input per le chiusure. Se ci fosse stato bisogno di chiudere il Sori, qualcuno lo avrebbe fatto sapere. Ad ogni modo no, al momento non c’è alcun invito a non transitare su quel ponte.