
Provincia. La Protezione Animali savonese ricorda “con disgusto” che si è aperta ieri in provincia la caccia di selezione al daino maschio in provincia di Savona.
“Con assoluta puntualità mai rispettata in altri settori la Regione Liguria, guidata dal presidente Toti e dall’assessore alla caccia Mai, permette a circa 266 ‘selecontrollori’ di uccidere, fino al 15 marzo prossimo, 71 maschi adulti in 7 delle 8 unità di gestione della provincia (San Genesio, Madonna degli Angeli, Zuccarello, Monte Acuto, Scravaion, Melogno e Monte Galero), ogni lunedì, giovedì e sabato; ad altri 248 soggetti femmine e cuccioli le pallottole arriveranno da gennaio a metà marzo, per un totale annuale di 319 povere bestie”.
“Il daino è originario del nord Africa ed Asia e venne introdotto in Europa dai romani ma in Italia era poi scomparso; naturalmente la falsa motivazione di questa caccia impropriamente definita ‘di selezione’ è costituita dai danni arrecati alle coltivazioni dagli ungulati, peraltro liberati in passato in territori in cui erano spariti, proprio per farli crescere di numero ad esclusivo fine venatorio”.
“La caccia, che non riesce e non vuole contenerne il numero, rappresenta quindi la causa e non la soluzione del problema; problema che, in molti paesi del mondo, viene affrontato con studi molto promettenti, ancorché avversati ovunque dal mondo venatorio e dai politici loro amici, di somministrazione di vaccini specie-specifici che, risolte alcune problematiche applicative, si stanno rivelando la vera soluzione del problema, a tutela permanente dell’equilibrio ambientale e delle coltivazioni; ma in Liguria (ed in Italia) tutti i partiti, M5S escluso, sono schierati a favore della caccia assieme, assurdamente alle organizzazioni agricole e contadine”.